Cronaca

Smantellata banda dedita ai furti di auto di lusso: rubato il suv di un ricoverato per Covid

I carabinieri del comando provinciale di Padova hanno arrestato due bulgari: l'organizzazione, con sede a Cavarzere (Venezia) aveva colpito a Paese

Una banda organizzata, professionale e spregiudicata quella disarticolata sabato pomeriggio dai carabinieri del comando provinciale di Padova. Si tratta di professionisti del malaffare pronti a tutto e altamente specializzati nei furti di autovettura di lusso. I militari della compagnia di Piove di Sacco hanno arrestato a Chioggia (Venezia) due bulgari in procinto di fuggire dall’Italia con due veicoli riciclati e immatricolati con altrettante targhe estere.

Gli arresti

Nei guai sono finiti Trayan Angelov Beshkov e Stefan Nikolov Stefanov: l'indagine coordinata dalla procura di Padova è partita nel dicembre del 2020 dall’analisi dei dati relativi a una serie di ladrocini di auto di grossa cilindrata in Veneto. In particolare è emersa la presenza di un’autovettura d’appoggio alla banda e intestata a una ditta con sede in Umbria di proprietà di un cittadino bulgaro. I militari successivamente sono riusciti a individuare in Cavarzere (Venezia) l'area dova la banda alloggiava e da lì scoprire un capannone nella zona artigianale dove erano custodite le macchine oggetto di furto. All'interno dei capannoni era stata organizzata una vera e propria carrozzeria per la re-immatricolazione dei veicoli. I due fermati dopo aver rubato le automobili nelle provincie di Padova, Venezia e Treviso (a Paese uno degli assalti) le portavano nel capannoni dove veniva rimossa qualunque indicazione sulla loro reale origine, rendendoli di fatto irrintracciabili al momento di un eventuale controllo. La cura era tale far sostituire tutti i vetri del veicolo per cancellare l’identycar, modificare i numeri di telaio, cambiare tutte le etichette del veicolo che potessero ricondurre ai dati originali e creare contratti di acquisto fittizi.

Durante il Covid

Le vetture pronte a essere esportate con targhe bulgare, svizzere e austriache erano praticamente irriconoscibili e sarebbe stato impossibile risalire ai mezzi originali oltre che alla denuncia di furto. La strumentazione di cui l'organizzazione si è dotata era sofisticatissima e consentiva di intercettare le radiofrequenze dei telecomandi di chiusura dei cancelli e clonare a distanza le chiavi dei veicoli per poi riprogrammarne completamente tutto il sistema interno tramite computer. I veicoli sequestrati, già pronti per essere esportati, presentavano il quadro strumentazioni in cirillico. Sono state sequestrate anche decine di porta targa di concessionarie estere oltre ad attrezzi e utensili di tutti i tipi. Gli arrestati seguivano le vittime di pomeriggio e, non appena localizzato un veicolo d’interesse, pedinavano la vittima per individuare dove abitasse e se parcheggiasse all’esterno. Per compiere i furti sfruttavano gli orari del lockdown: uscendo alle ore 5 e rientrando alle 8 con i mezzi rubati per accodarsi al traffico che si generava a quell’ora. I sette mezzi trafugati erano tutti Suv di alta fascia tra cui Lexus e Range Rover per un valore complessivo intorno ai 350mila euro. Una delle vittime addirittura si era vista sottrarre il veicolo mentre era ricoverata a causa del Covid-19.

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