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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Cronaca Paese

Rogo di Castagnole, il "giallo" della macchina posteggiata appena fuori la casa in fiamme

A parlarne, nell'udienza di oggi 27 settembre, è stato un giovane testimone oculare delle fiamme. Il ragazzo, che stava percorrendo la Feltrina per tornare a casa, avrebbe intravisto un auto scura parcheggiata all'esterno della recizione della abitazione di Castagnole che sarebbe stata, di lì a poco, distrutta dall'incendio di cui è accusato Sergio Miglioranza

«Mi sono fermato a qualche centinaia di metri dalla casa in fiamme. Davanti all'ingresso ho notato una macchina scura: sono abbastanza sicuro che l'auto si trovasse all'esterno di quella che era una sorta di inferriata che circondava la casa». E' il contenuto di una deposizione avvenuta oggi, 27 settembre, nella seconda udienza dibattimentale nel processo a Sergio Miglioranza, il 72enne accusato di aver dato fuoco alla sua casa con dentro la moglie, Franca Fava di 68 anni, e una amica di famiglia, la 74enne Fiorella Sandre. Deve rispondere dei reati di duplice omicidio pulriaggravato e premeditato, incendio doloso, violazione dei sigilli apposti sul terreno teatro della tragedia e tentata truffa ai danni dell'assicurazione. Il rogo, accaduto il 10 giugno del 2020 a Castagnole di Paese, sarebbe avvenuto a causa di inneschi con cui Miglioranza avrebbe circondato la casa, alimentati da alcune bombole di gas lasciate, secondo le ipotesi della Procura, appositamente apertee il movente, sempre secondo l'accusa, sarebbe stato il premio dell'assicurazione.

La testimonianza sembrerebbe dare valore alle ipotesi della difesa (rappresentata dagli avvocati Rossella Martin e Simone Guglielmin) che ha sempre ventilato che il "fuoco" sarebbe stato opera di altre persone. «Ho visto una enorme nuvola di fumo che si alzava davanti a me - ha spiegato il giovane, che quella notte stava tornando da Treviso verso San Zenone degli Ezzellini - e il fuoco che oramai aveva avvolto la casa. Non so dire quanto grande fosse l'incendio, nell'aria si sentiva un odore acre e il rumore del crepitio delle fiamme, come quando viene acceso il caminetto. Ero in compagnia di una amico e ci siamo fermati al bordo della strada per chiamare il vigili del fuoco, che mi hanno risposto di aver già ricevuto una chiamata di emergenza. Durante la sosta, durata circa 20 minuti, ho notato la sagoma di un autoveicolo che stava fuori dal recinto della casa. La macchina mi sembrava di coloro scuro. Ma non so se si travasse ancora lì quando è arrivata la Polizia, io me ne sono andato».

Una teoria, quella dell'incendio forse appicato da altri, che troverebbe una conferma indiretta nelle parole di un'altra teste, che ha parlato di "persone che avrebbero potuto fare del male a Sergio e alla sua famiglia". In particolare la donna, residente a Treviso e vicina di casa del fratello di Miglioranza, ha riferito che "lui (Sergio, n.d.r.) aveva crediti con tanta gente che aveva aiutato. Denaro che andava da poche centinaia di euro a diverse migliaia e per la restituzione del quale aveva incontrato grossi problemi».

La donna ha inoltre riferito che a gennaio dello stesso anche la casa del fratello di Miglioranza era stata oggetto di un rogo, che l'aveva praticamente semi distrutta. E di una donna brisiliana che stava prima a Treviso, ospite del congiunto di Sergio e che poi si era trasferita nella casa di Castagnole in cui avrebbe voluto prendere la residenza. Ma Miglioranza, contrario a questa soluzione, l'avrebbe mandata via.

Nel corso dell'udienza ha deposto anche la figlia di Fiorella Sandre, che ha descritto i rapporti, apparentemente ottimi, he intercorrevano fra il genitore, Sergio Miglioranza e Franca Fava, oltre a ricordare il fatto che il presunto omicida si dicesse responsabile di quanto accaduto perché, sosteneva, si sarebbe dimenticato di chiudere un fornelletto del gas utilizzato per riscaldare il cibo dei cani.

Infine è stata sentito anche uno dei sanitari intervenuti la notte di quel 10 giugno secondo il quale Miglioranza dava risposte sempre uguali alle domande che gli venivano fatte. «Era distaccato - ha detto - e cercava sempre di deviare il discorso sui cani».     

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