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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Paese

Travolse e uccise badante, a processo pirata della strada

Fabrizio Cappelletto, 65enne di Montebelluna, investì mortalmente Norma Buonafede, 63 anni. L'uomo non si sarebbe fermato a prestare aiuto alla vittima

L'ha investita, si è fermato a 200 metri di distanza, ha controllato nelle vicinanze e poi è ripartito. Ma non si era accorto che sul ciglio della strada c'era un cadavere. Il pirata che il 28 febbraio del 2014, poco dopo le 19, ha travolto e ucciso una badante italiana di 63 anni a Postioma, Norma Buonafede, sarebbe stato rintracciato poco dopo grazie alla preziosa testimonianza di un residente. Oggi, lunedì 12 aprile, è iniziato il processo a carico di Fabrizio Cappelletto, 65enne di Montebelluna, l'uomo che quel tardo pomeriggio, erano circa le 19, ha centrato sul bordo della strada la donna, morta praticamente sul colpo per le gravi lesioni riportate.

L'incidente era avvenuto in via Bianchin, dove il limite di velocità è di 70 chilometri orari. Poca illuminazione, probabilmente anche l'abbigliamento scuro della vittima che passeggiava nella stessa direzione di provenienza dell'auto, hanno contribuito al verificarsi della tragedia. La donna era uscita poco prima da un'abitazione presso la quale prestava servizio come badante. Si stava recando alla fermata dell'autobus per rientrare al Centro Famiglia di via San Niccolò a Treviso, dove aveva affittava una stanza. Secondo la ricostruzione all'improvviso Norma Buonafede è stata travolta da una Lexus. Cappelletto avrebbe  avvertito l'impatto e ha in effetti fermato il veicolo a 200 metri di distanza. Un residente di passaggio ha notato l'uomo mentre controllava la vettura e si dirigeva a piedi nella direzione opposta, alla ricerca di qualcosa, ma non ci ha dato peso.  

Pochi minuti più tardi è arrivata una chiamata alla centrale operativa del 118 da parte di un uomo che, lavorando nei campi, si era imbattuto nel cadavere della vittima. Vicino al corpo di Norma Buonafede è stato rinvenuto un piccolo tergicristallo appartenente al fanalino della Lexus. Proprio in quel momento il primo testimone, che poco prima aveva notato l'auto ferma in strada, è rientrato e ha informato gli agenti di aver visto la vettura parcheggiata vicino alla chiesa di Postioma. L'uomo, che era stato denunciato per omicidio colposo stradale e omissione di soccorso, si era giustificato  dicendo di non essersi accorto di aver travolto una persona.
 

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