Professore aggredito a Paese, chiesta la revoca della patria potestà

L'assessore regionale Elena Donazzan scrive al sindaco Giovanni Manildo. L'assessore Cabino: "Non appena abbiamo appreso la notizia, abbiamo allertato la nostra polizia locale affinché tramite la Procura, si informi sulle generalità delle persone coinvolte"

TREVISO “Quei genitori non hanno nessun titolo per educare un figlio e, nel bene del figlio, andrebbe loro tolta la patria potestà. Ho scritto al sindaco di Treviso, comune nel quale la famiglia risiede, perché attivi i servizi sociali e il Tribunale dei minori al fine di allontanare il ragazzo da quel nucleo familiare”. E’ quanto afferma l’assessore all’Istruzione della Regione Veneto, dopo aver letto le cronache dell’intervista televisiva ai due genitori che hanno aggredito il professor Falsone, l’insegnante della scuola media di Paese che aveva ripreso il loro figlio per comportamenti inadeguati a scuola. Intervista nella quale i due genitori hanno confermato l’intenzione di aggredire il professore, negato ogni disponibilità alle scuse e sostenuto il valore dimostrativo del loro gesto agli occhi del proprio figlio.

“Ho ritenuto opportuno segnalare la situazione di quel ragazzo al primo cittadino di Treviso, in quanto autorità di sicurezza e responsabile giurisdizionale per la tutela dei minori – informa l’assessore, che oggi ha inviato una lettera al sindaco Manildo – vista la gravità delle affermazioni dei due genitori. Chiedo che i servizi sociali e il Tribunale per i minori verifichino se ci sono le condizioni per mantenere la patria potestà. Da assessore all’Istruzione non posso permettere che tali episodi e tali comportamenti siano sottovalutati e confido nel senso di responsabilità delle Istituzioni, al di là degli schieramenti politici”.

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L’assessore Cabino replica: “Già attivate le procedure per conoscere le generalità delle persone coinvolte. La revoca della ‘Patria potestà’ non può basarsi sul ‘sentito dire’, Donazzan lo sa bene”. “Le preoccupazioni dell’assessore Donazzan sono anche le nostre. Non appena abbiamo appreso la notizia, abbiamo allertato la nostra polizia locale affinché, tramite la Procura, si informi sulle generalità delle persone coinvolte. Del resto Donazzan sa bene che le procedure di revoca dalla 'Patria potestà' non possono basarsi sul ‘sentito dire’. La sua lettera sarà senz’altro acclusa agli atti per dare seguito a quanto necessario per trovare una soluzione adeguata a questo gesto da condannare, avvenuto in una scuola della nostra provincia”.

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