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La casa bruciata di Castagnole bruciata nel rogo

La casa bruciata di Castagnole bruciata nel rogo

Rogo di Paese, Sergio Miglioranza va ai domiciliari

La decisione è stata presa dal gup Angelo Mascolo, che ha accolto l'istanza dei legali dell'uomo. Per il gip decisive sono l'età, lo stress determinato dall'ambiente carcerario e il deterioramento delle sue condizioni di salute, dato che l'uomo dietro le sbarre non dorme più

E' stata fissata per il 31 marzo l'udienza davanti al Tribunale del Riesame per Sergio Miglioranza ma i legali dell'uomo, gli avvocati Rossella Martin e Silvio Piccoli, hanno rinunciato. Il motivo? Oggi, mercoledì 24 marzo,  il gip Angelo Mascolo, lo stesso giudice che aveva emesso l'ordinanza di custodia in carcere, ha revocato il provvedimento e stabilito che il 70enne, arrestato il 5 marzo scorso con l'accusa di duplice omicidio premeditato della moglie Franca Fava, 68 anni e di Fiorella Sandre, 74 anni di Breda oltre che del reato di incendio doloso, venga messo ai domicilar

Gli avvocati di Miglioranza, che continua a professarsi innocente, hanno motivato la richiesta con le condizioni di salute dell'uomo, che sarebbe particolarmente provato dal regime detentivo e che si trova in cella con altre persone. Oggi il gip ha accolto l'istanza, convergendo con i legali sulle condizioni di salute deteriorate - dato che non dorme quasi più - e lo stress provocato dall'ambiente carceriario, che per lui è stato scioccante. Miglioranza si trova già ospitato da un amico in provincia di Treviso

Il 70enne, secondo la tesi accusatoria del pubblico ministero Anna Andreatta, avrebbe pianificato il rogo della casa di Castagnole, avvenuto il 10 giugno scorso e dove viveva con la moglie e l'amica di questa. Miglioranza avrebbe chiuso l'unica via di scampo, una porta sul retro al piantererreno, posizionando alcuni mobili. Poi avrebbe  piazzato una decina di inneschi attorno alla casa e sui cumuli di materiale accatastato all'esterno e quindi appiccato l'incendio e aperto una delle due bombole di gas gpl presenti all'esterno dell'abitazione. Un piano efferato e crudele quello messo in atto nella notte del 10 giugno scorso, un disegno che aveva come unico scopo quello di incassare alcune polizze assicurative: 950mila euro, un sacco di soldi con cui ripianare i debiti e forse rifarsi una vita.   
 

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