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Cronaca Silea

Complice nello stupro di una minorenne: condannato a 2 anni e 8 mesi

I fatti risalgono al 2013, quando la vittima aveva solo 13 anni. L'imputato ha anche ricevuto l'interdizione ricoprire incarichi di natura pubblica in lavori che coinvolgano minori

Due anni e 8 mesi per concorso in violenza sessuale e concorso in violenza sessuale di gruppo, oltre all'interdizione a ricoprire incarichi di natura pubblica in lavori che coinvolgano minori. Inoltre, per l'anno successivo alla pena, il giudice per l'udienza preliminare gli ha proibito di frequentare e avvicinarsi a luoghi frequentati da persone di età inferiore ai 18 anni, oltre a dover comunicare gli spostamenti alla polizia giudiziaria. L'imputato sarà chiamato a risarcire la vittima (costituitasi come parte offesa e che ha ottenuto una provisionale di 7 mila euro) con separato giudizio civile. E' questa la sentenza inflitta oggi, mercoledì 17 novembre, a un 26enne albanese, pluripregiudicato, accusato di aver fatto da "palo" mentre un altro ragazzo (minorenne, giudicato dal Tribunale dei Minori e che ha chiesto la messa alla prova) avrebbe stuprato una ragazzina di soltanto 13 anni. Il pubblico ministero Mara De Donà aveva chiesto una condanna a 4 anni.

Il processo, celebrato con il rito abbreviato davanti al gup Gianluigi Zulian (l'uomo era invece difeso dall'avvocato Fabio Crea, che ha annunciato ricorso in Appello)), era relativo al caso, avvenuto nel 2013, di una violenza sessuale ai danni di una ragazzina di origine polacca che sarebbe stata fatta salire a forza nella macchina dell'albanese, che avrebbe poi bloccato le porte per impedirle di uscire. Dopo averla  condotta nei pressi del cimitero di Silea, il 26enne sarebbe sceso dall'auto per accertarsi che nessuno giungesse sul luogo, lasciando campo libero all'altro ragazzo. La giovane, sentita dagli investigatori, avrebbe detto che al tempo non se l'era sentita di fare denuncia per la vergogna.

L'albanese, che era stato condannato per otto rapine, commesse insieme ad altri 4 complici tra il settembre del 2017 e il marzo del 2018, messe a segno a Silea, Susegana, Frescada e Treviso, e che deve inoltre scontare una pena di tre anni per spaccio di stupefacenti, era stato sottoposto a intercettazioni ambientali proprio nell'ambito dell'inchiesta sulle rapine. In una il 26enne faceva riferimento, parlando con un conoscente, alle circostanze che avevano portato allo stupro.

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