Resiste la tradizione del Pan e vin nella Marca trevigiana

Torna l'annuale appuntamento con il "pan e vin". In tutta la Provincia saranno numerosi i falò di buon auspicio per l'anno nuovo, segno che questa tradizione è ancora molto sentita

Arriva la Befana e con essa l’appuntamento con il “pan e vin”. Un rito che ha alle spalle molti secoli e mescola religione e paganesimo.

LA TRADIZIONE - Le origini di questo falò simbolico, un cumulo di sterpi e legno che viene acceso la sera del 5 gennaio, risalgono alla tradizione agricola. Il “pan e vin” ha la funzione scaramantica di portare fortuna per l’anno appena iniziato. In modo simbolico, infatti, vengono arse nel fuoco purificatore del falò tutte le sfortune dell’anno passato e dalla direzione delle faville e del fumo si traggono gli auspici riguardo al futuro.

In occasione del “pan e vin”, poi, vengono distribuiti la pinza, il tipico dolce preparato con farina, uvetta, frutta secca e semi di finocchio, e vin burlè. Era tradizione che gli anziani intonassero attorno al fuoco le litanie propiziatorie, le antanie. Ma sempre più spesso i canti vengono sostituiti dallo scoppio dei petardi, per tenere lontana la cattiva sorte, e ai bambini viene distribuita l’attesa “calza” della Befana, colma di dolcetti, caramelle e qualche pezzo di carbone.

I "PAN E VIN" NELLA MARCA - Questa tradizione nella Marca e, in generale in tutto il Veneto, è ancora molto sentita e diffusa. Stasera saranno centinaia i “pan e vin” che illumineranno il territorio.

Tra le ore 19.30 e le 20.30, saranno accesi i falò di Arcade, nel centro del paese, a Casier in via Vecchie Peschiere e a Conegliano,  Colnù, Collabrigo, a San Pio X, a Costa e nei pressi della parrocchia di Lourdes. L’appuntamento è anche a Cison di Valmarino, dove il fuoco arderà a Cison, Rolle, Gai e alle Mura. Così come a Colle Umberto e a Col San Martino, dove i “pan e vin” principali saranno quattro.

Saranno illuminati anche Combai, Corbanese, Cornuda, Farra di Soligo, Follina, dove sarà acceso un falò anche a Pedeguarda; Maserada sul Piave, Miane, dove i “pan e vin” saranno tre (Miane, Posa Puner e Premaor); Moriago, Mosnigo (in due aree). A Motta di Livenza la manifestazione avrà luogo in località San Giovanni e a Villanova. Quattro i “pan e vin” di Pieve di Soligo: Pieve, Al Patena, via Gramsci e Solighetto.

Daranno fuoco alla “vecia” anche Preganziol, Ponte di Piave, Ponzano Veneto, Quinto di Treviso, Revine Lago, San Fior. Doppietta a Refrontolo, mentre i falò saranno quattro a San Pietro di FelettoSan Vendemiano (San Vendemiano, Saccon, Cosniga e Zoppè) e Sernaglia della Battaglia (Fontigo, Sernaglia, Falzè e Villanova).

Due i “pan e vin” a Soligo e a Tarzo, mentre Valdobbiadene caccia la mala sorte con falò nelle varie frazioni. Appuntamento per stasera anche a Novena, Valmareno, Vedelago e le sue frazioni, Vidor (Capitello e Colbertaldo), Vittorio Veneto (anche a Ceneda) e Susegana (Collalto e Colfosco).

Non mancherà all’appello nemmeno Treviso, in cui in queste ore vengono ultimati i preparativi per i “pan e vin” di San Lazzaro, Sant’Angelo, San Pelajo e Sant’Artemio. Festeggiano anche domani sera Morgano, Preganziol e Segusino.

In molte località, il “pan e vin” verrà accompagnato, per la gioia dei bambini, dall’arrivo della Befana, che dispenserà leccornie a tutti mentre i grandi potranno gustare pinza e vin brulè.

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