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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Paolo Ravasin, al fratello Alberto la possibilità di dire no a terapie contro la Sla

E' stato nominato dal tribunale di Treviso amministratore di sostegno affidandogli anche la possibilità di compiere per suo conto la "negazione di consenso ai sanitari a praticare qualsivoglia terapia destinata a trattare la malattia"

Il giudice tutelare di Treviso Valeria Castagna ha nominato Alberto Ravasin, fratello di Paolo Ravasin, da 14 anni colpito da sclerosi laterale amiotrofica (Sla), amministratore di sostegno di quest'ultimo affidando ad esso anche la possibilità di compiere per suo conto la "negazione di consenso ai sanitari a praticare qualsivoglia terapia destinata a trattare la malattia della quale è affetto, ivi compresa la nutrizione ed idratazione non per via orale della persona". Il provvedimento è stato oggetto di un incontro con la stampa convocato oggi da esponenti del partito radicale di Treviso e dalla segretaria dell'associazione 'Luca Coscioni', Filomena Gallo.

 

Nell'occasione i promotori hanno espresso forte preoccupazione per i segnali di accelerazione in atto nell'agenda parlamentare per giungere al voto alla Camera, dopo il via libera già ottenuto in Senato, del disegno di legge presentato da Raffele Calabrò (Pdl) in materia di "Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l'accanimento terapeutico, nonché in materia di cure palliative e di terapia del dolore". La norma, è stato sottolineato, se fosse approvata anche dall'altro ramo del parlamento, annullerebbe la volontà di scelta oggi consentita e sarebbe impugnata dal partito radicale in ogni sede. Paolo Ravasin nel 2009 aveva dichiarato in un video la volontà di rifiutare idratazione e alimentazione forzata nel momento in cui dovessero venir meno le sue capacità di bere e di nutrirsi in modo naturale.
(ANSA)

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