Parrucchieri cinesi, Muraro lancia l'allarme: "La Marca Chinatown"

Il presidente della provincia di Treviso: "La Marca Gioiosa sta diventando pian piano una Chinatown diffusa e sono troppo pochi i controlli"

TREVISO — “Non solo parrucchieri low cost, ma anche il fenomeno già noto dei laboratori artigianali abusivi. Aumentano le imprese “dubbie”, spesso aperte da cittadini cinesi, e non solo nei centri storici di città come Treviso, ma in tutto il territorio provinciale, una crescita percentuale delle imprese cinesi di quasi il 20% (tra 2009 e 2012) per contro il numero delle imprese italiane diminuisce. La Marca Gioiosa sta diventando pian piano una Chinatown diffusa e sono troppo pochi i controlli sulla qualità e sanità dei prodotti venduti, ma anche sull’eticità di certe imprese. Penso anche allo smaltimento dei rifiuti”, sostiene il presidente Muraro. Il presidente della Provincia di Treviso Muraro lancia l’allarme: “Piccole imprese artigiane locali stanno scomparendo pressate da affitti esorbitanti e tasse onerose e con loro vanno via storia e tradizioni. In cambio subiamo una silente invasione di nuova imprenditoria non sempre controllata e di sicuro non in rete con il territorio. Serve una risposta e maggior controllo da parte delle Istituzioni preposte e maggior collaborazione per progetti a supporto dei nostri imprenditori.

La Provincia ha fatto in passato una serie di iniziative atte al controllo, specie quello ambientale. I Protocolli con Noe, Guardia di Finanza, Corpo forestale, Polizia Ferroviaria che hanno portato grande risultato. “Penso anche a iniziative che guardano al risparmio per i cittadini e al rispetto dell’ambiente insieme, come il bando caldaie. Un segnale multiplo: attenzione alla qualità dell’ambiente, aiuto economico alle famiglie in difficoltà, ma anche sostegno al lavoro e alle imprese artigiane che operano correttamente. E’ inutile allora che predichiamo e investiamo risorse per favorire le imprese che rispettano l’ambiente se poi arriva chi usa prodotti nocivi e non sicuri, uccidendo il mercato con prezzi che fanno sicuramente gola in un momento di crisi, ma a quale costo?” chiude Muraro.

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