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L'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto

L'ospedale San Giacomo di Castelfranco Veneto

Partito il controllo nazionale delle diagnosi delle lesioni mammarie

La proceduraprende spunto da un’analoga esperienza maturata fin dal 2004 in Veneto che ha promosso il controllo di qualità degli screening

CASTELFRANCO VENETO - Il dottor Antonio Rizzo, coordinatore della Breast Unit e dirigente dell’Anatomia patologica dell’Ulss 8, è stato recentemente nominato coordinatore di un’iniziativa di portata nazionale per il controllo di qualità delle diagnosi istopatologiche su dei vetrini virtuali relativi alle lesioni mammarie.

L’incarico è stato affidato dalla Società Italiana di Anatomia patologica e Citopatologica diagnostica sia allo scopo di garantire una maggiore qualità nella fase diagnostica ed in previsione dell’accreditamento delle istituende Breast Unit. 

Nella stessa Ulss 8 di Asolo - secondo le recenti schede ospedaliere emanate dalla Regione - sarà attivata una Breast Unit per la presa in carico delle pazienti con patologie mammarie. La procedura su scala nazionale prende spunto da un’analoga esperienza maturata  fin dal 2004 in Veneto che - attraverso  finanziamenti allora erogati dal Registro dei Tumori del Veneto - ha inteso promuovere il controllo di qualità degli  screening (tra cui quello mammografico). 

Visti i buoni risultati ottenuti dal Gruppo Veneto - che dal 2008 è coordinato dallo stesso dottor Rizzo – la Società Italiana di Anatomia Patologica ha coinvolto oltre 50 unità operative rappresentanti delle Ulss italiane e delle Cliniche universitarie le quali, anno dopo anno, si concentreranno nella verifica e nel controllo di vari parametri di qualità.

Per questo primo anno il gruppo nazionale sarà impegnato nel verificare la riproducibilità diagnostica, ossia la concordanza della diagnosi delle agobiopsie. Il dott Rizzo, coadiuvato da alcuni patologi del Veneto, ha individuato circa 50 casi di lesioni mammarie (benigne e maligne) che i referenti di patologia mammaria di ciascuna unità operativa sparse su tutto il territorio nazionale dovrà valutare nell’arco di tre mesi prendendo in esame i vetrini virtuali, cioè digitalizzati, caricati in una piattaforma di telepatologia condivisa.

A questa prima fase operativa, seguirà un’intensa attività di formazione che prenderà spunto proprio dai casi il cui parere diagnostico tra i vari medici risulterà discordante. L’appuntamento formativo è fissato per il prossimo  22 ottobre a Firenze nel corso del congresso annuale della Società Italiana di Anatomia patologica e Citopatologica diagnostica.

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