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Evoluzione urbana e un piano del verde, ecco come sarà Treviso

Attenzione e rispetto del territorio secondo il principio di costruire sul costruito, nella logica di un forte dimensionamento che porterà alla riduzione di più di un milione di metri cubi

TREVISO - Attenzione e rispetto del territorio secondo il principio di costruire sul costruito, nella logica di un forte dimensionamento che porterà alla riduzione di più di un milione di metri cubi (che passano così da 2milioni e 900mila a 1milione e 800), ma anche una chiara e coerente prospettiva di evoluzione urbana, l’utilizzo di strumenti di flessibilità come il credito edilizio e il trasferimento di diritti edificatori, l’attenzione al sottosuolo, un piano del verde (percorsi verdi che connettono la città con la campagna, la pre-piantumazione di lotti edificabili, alberi ad alto fusto, orti e boschi urbani). Il sostegno al rilancio e all’insediamento di nuove attività molte delle quali potrebbero essere perfettamente compatibili con il tessuto urbano esistente. Una decisa azione di promozione del sistema ferroviario metropolitano con fermate plurime in ambito comunale. Rifiuto di nuovi insediamenti, conferimento di carattere urbano alle frazioni anche con addensamento dei volumi. Nuove idee per la rivitalizzazione del centro storico.  Sono alcuni dei suggerimenti contenuti all’interno del “Regesto” delle proposte elaborate dal gruppo di consultazione per la gestione della procedura conclusiva del P.a.t, piano di assetto del territorio, del Comune di Treviso.

Il lavoro iniziato a settembre di quest’anno sotto il coordinamento di Gaetano di Benedetto, professore e architetto è stato realizzato grazie ai contributi del dott. Luigi Calesso, gli architetto Beatrice Ciruzzi e Oliviero dall’Asen, Fabrizia Franco e l’ing. Giovanni Negro e grazie all’assistenza e la consulenza degli architetti Giuseppe Capocchin, Leopoldo Saccon (redattori del Pat) nonché Stefano Barbieri e Luca Tortora tecnici comunali. “Sono particolarmente orgoglioso perché siamo riusciti a trasformare un brutto anatroccolo in un cigno. Ieri abbiamo concluso e analizzato lo strumento che darà la possibilità al sindaco di cambiare l'anima del Pat – dichiara l’assessore all’urbanistica Paolo Camolei – “Ringrazio davvero tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa proposta, dagli uffici comunali ai progettisti fino ai professionisti del gruppo di consultazione che con grande disponibilità hanno offerto gratuitamente il loro contributo”.

Il documento costituisce un passaggio di testimone dai professionisti che hanno elaborato le proposte al primo cittadino di Treviso Giovanni Manildo che le tradurrà in un atto di indirizzo: “In campagna elettorale abbiamo ripetuto più volte che il Pat così come concepito dalla precedente amministrazione doveva essere rivisto. L’abilità di questo gruppo di lavoro è stata di riuscire a tradurre la nostra visone politica in un documento in grado far diventare il Pat veramente nostro. Sarà il mio carburante per redigere al più presto un atto di indirizzo che contenga sia indicazioni per la fase finale dell’iter di formazione del Pat, sia alcune proposte di natura operativa per la successiva gestione del Prg e infine per la formazione del nostro primo piano degli interventi. E’ dunque partita una staffetta  – prosegue il sindaco – che sarà necessario correre in fretta perché crediamo sia particolarmente importante dare risposte sia dal punto di vista politico che dell'operatività rispetto al piano degli interventi”.
“Questo gruppo di lavoro è nato con il compito, affidatoci dall’amministrazione comunale, di individuare una strada per modificare il Pat secondo la visione di città dell’attuale amministrazione comunale. Il gruppo di lavoro ha elaborato così un documento che si tradurrà in un atto di indirizzo da parte del sindaco nel quale sono contenuti diversi suggerimenti. Per esempio una decisa riduzione del dimensionamento delle cubature, una forte attenzione al sistema del verde, cunei verdi che arrivino al cuore della città – commenta l’ingegnere e membro del gruppo di consultazione Giovanni Negro – sarà necessario  puntare poi
all’economia del fare, rivitalizzare le frazioni, dare impulso all’agricoltura di qualità e realizzare dei cunei verdi che arrivino al cuore della città; la promozione del sistema ferroviario metropolitano è particolarmente importante”.

 

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