Accusa il padre sedici anni dopo: «Abusava sessualmente di me»

La vicenda sarebbe avvenuta a Pederobba. A via il processo a carico di un uomo, oggi 71enne, finito alla sbarra con la terribile accusa di aver abusato della figlia quando questa era molto piccola

Un abuso che è stato a lungo nascosto

Avrebbe trovato la forza di raccontare le violenze sessuali subite e il coraggio di denunciare il padre solo una volta diventata adulta. E' questa la storia, accaduta a Pederobba, che sta alla base del processo a carico di un uomo, oggi 71enne, finito alla sbarra con la terribile accusa di aver abusato della figlia quando questa era molto piccola, costringendola a farsi toccare e a toccarlo nelle parti intime. Un segreto che la presunta vittima, oggi 20enne, ha tenuto celato fino a quando, dopo aver trovato un lavoro, è diventata indipendente ed uscita dalla casa familiare diventata per lei, per molti anni, una prigione degli orrori.

Il 71enne si difende sostenendo che il racconto della figlia sarebbe "viziato" dai problemi che ha con la moglie, da cui è separato e con la quale i rapporti sarebbero stati molto tesi praticamente per tutta la durata del matrimonio. «Mi accusano -ha detto- perché non verso alla madre tutti i soldi degli alimenti. E' una vendetta». Ma la giovane, che testimonierà a processo, racconta una verità diversa. E la prima persona con cui ha condiviso l'angoscia di quello che le sarebbe stato fatto dal papà lo ha condiviso per la prima volta con una amica.

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«Avevo 4 anni quando ha iniziato ad abusare di me». Una storia che, dettaglio dopo dettaglio, descriverebbe un ambiente familiare teso, un uomo sempre nervoso, spesso in preda alla collera che avrebbe approfittato delle circostanze in cui si trovava solo a casa con la piccola per violentarla. Un dramma durato per anni che la 20enne non aveva mai confidato a nessuno prima perché, ha raccontato agli inquirenti: «Ero succube di quell'uomo, che mi teneva in ostaggio psicologicamente».

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