Cronaca

Adesca un minore su internet, appello conferma la condanna a 49enne

L'uomo, un imprenditore di Pederobba, ha visto respinto il suo appello contro la sentenza a otto mesi ricevuta in primo grado. Era accusato di aver conosciuto un minore straniero su una chat gay e di averlo indotto a incontrarlo nel suo ufficio

Confermata in appello sentenza a otto mesi a imprenditore di Pederobba per atti sessuali con minorenne

Niente sconto per l'imprenditore che aveva adescato un giovane su un sito internet e che lo aveva indotto a incontrarlo nel suo capannone per compiere atti sessuali. La Corte d'Appello di Venezia ha infatti confermato la condanna a otto mesi a un 49enne di Pederobba accusato di aver conosciuto un minorenne in una chat per gay e di averlo portato in un ufficio della sua azienda.

La vicenda risale all'estate del 2015 quando il giovane, di origine marocchina e difeso a processo dall'avvocato Fabio Capraro, era ancora un minorenne. A scoprire i fatti le sorelle del 15enne, che avevano notato atteggiamenti strani del ragazzo. Una mattina una delle due decide di metterlo alle strette e si fa raccontare dove andasse fino a sera tardi. La risposta è sconvolgente: il ragazzo si prostituiva attraverso un sito internet per incontri tra omosessuali.

Era stato lui ad aver messo l'annuncio a cui avevano risposto in due, l'imprenditore di Pederobba e un pordenonese di 52 anni. La vicenda a questo punto è andata avanti con la denuncia e l'individuazione degli uomini, fatta attraverso le traccie lasciate sul sito per incontri e soprattutto grazie all'analisi delle chiamate e dei messaggi nel telefonino del ragazzo. Nel frattempo il giovane non ha resistito alla vergogna e per ben due volte ha cercato, fortunatamente senza riuscirci, di togliersi la vita.

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