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Foto di Italo Benedet

Foto di Italo Benedet

Da Fontanelle a Medjugorje in bicicletta: l'incredibile pellegrinaggio di due trevigiani

Un viaggio lunghissimo dalla Marca trevigiana al santuario eretto nel comune di Čitluk, oggi parte del cantone dell'Erzegovina-Narenta. Quasi novecento chilometri in nome della fede

FONTANELLE Denis Antoniol e Massimo Morandin, due ciclisti-pellegrini trevigiani, sono riusciti a portare a termine nei giorni scorsi la loro incredibile impresa di raggiungere in bicicletta il santuario di Medjugorje partendo dal comune di Fontanelle, in provincia di Treviso.

Una pedalata straordinaria di ben 890 chilometri chilometri percorsi lungo la costa sloveno-croata per arrivare alla meta in Bosnia Erzegovina. Ad attenderli al santuario una piccola delegazione di sostenitori italiani che ha festeggiato insieme a loro l'importantissimo traguardo. “Ogni venuta a Medjugorje ti rafforza". Ha dichiarato Denis Antoniol ai microfoni di Radio Maria. "Durante il nostro pellegrinaggio, abbiamo incontrato persone sempre molto gentili e disponibili nei nostri confronti. Durante le varie soste nelle tappe intermedie parlavamo con la gente e, quando dicevamo quale fosse la nostra destinazione, le persone restavano sempre stupite del nostro progetto”. Massimo Morandin, invece, ha evidenziato come l’idea di questo pellegrinaggio in bicicletta fosse nata già nel 2014, in occasione dell’anniversario delle apparizioni, quando si era recato al santuario per la prima volta. Un'esperienza indimenticabile, ripetuta in un modo a dir poco sorprendente grazie a questa lunghissima pedalata in compagnia di un amico fraterno. Rientrati in Italia, i due ciclisti sono stati ricevuti in municipio dal primo cittadino di Fontanelle  Ezio Dan che, insieme alla Vicesindaco Grazia Bortoletti, ha voluto consegnare a Denis e a Massimo una targa in ricordo della loro impresa. “Già quindici chilometri prima di Medjugorje, nonostante la stanchezza, abbiamo provato una grande gioia e ci sentivamo come se fossimo appena partiti. Arrivando, abbiamo provato sentimenti incredibili. Alcuni nostri amici italiani stavano aspettando il nostro arrivo. E' stata un'esperienza che non potremo mai dimenticare" hanno dichiarato con gli occhi lucidi i due ciclisti trevigiani.

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