Cade dal sentiero e annega nelle cascate: da tre giorni ancora non si trova il corpo

La vittima è un 38enne romano in escursione con la moglie alle Cascate di Fanes a Cortina. Sul posto indagano i carabinieri, i vigili del fuoco e il soccorso alpino

Un momento delle ricerche

Continuano le ricerche dell'escursionista scomparso venerdì scorso, verso le ore 14, nelle acque del torrente Fanes a Cortina d'Ampezzo (BL). La vittima è un 38enne romano, presumibilmente affogato nelle gelide acque della cascata presente in zona, che lo scorso 14 agosto, durante un'escursione con la moglie, è improvvisamente scivolato da un sentiero per poi finire nel catino d'acqua presente sotto le cascate di Fanes, senza più riemergere.

Dopo tre giorni sono dunque purtroppo ancora senza esito le ricerche dell'escursionista romano scomparso nelle acque delle Cascate di Fanes, le forti correnti e la portata proibitiva non hanno infatti permesso l'ispezione dell'intera vasca. L'uomo, che si trovava con la moglie in località Ponte Alto dove inizia il giro, si era incamminato lungo la ferrata Giovanni Barbara per andare a vedere le cascate. A lanciare l'allarme, attorno alle 13.30, delle persone che dal Belvedere, ma sul versante opposto, lo avevano visto cadere dal sentiero e finire nella vasca una sessantina di metri più sotto, senza riemergere. Attivati dal 118, sul posto si sono subito portati il Soccorso alpino di Cortina e il Gruppo forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto, i vigili del fuoco con il nucleo Saf, i soccorritori del Sagf e i carabinieri.

Un primo tentativo di controllo nella vasca - oltre 10 metri di diametro per 8 metri di profondità - è stato immediatamente tentato, ma l'elevato rischio di essere risucchiati dalle correnti per chi si immerge ha fatto subito rientrare i tecnici. Nel weekend è stato invece perlustrato il greto del torrente Fanes e l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites di Bolzano lo ha sorvolato fino al Boite. Il Soccorso alpino di Cortina ha poi posizionato due reti sotto la vasca, da cui sono poi emerse una giacca a vento e una scarpa, mentre i vigili del fuoco hanno presidiato tutte le notti il ponte in località Pian de Loa.

Successivamente, ai soccorritori presenti si sono affiancati due speleosub del Soccorso alpino e speleologico Veneto e i sommozzatori dei vigili del fuoco che, con l'assistenza dei soccorritori, si sono immersi nella porzione dove la corrente lo ha permesso. Gli stessi sono stati però costretti a rinunciare perché troppo pericoloso. Il gruppo forre ha comunque ispezionato tutto il corso d'acqua a valle della vasca, dove resterà attivo un presidio per monitorare costantemente il torrente. In ogni caso le condizioni della portata della cascata sono in costante verifica per capire se sarà possibile rientrare in acqua, mentre nel frattempo sono stati anche utilizzati una videocamera subacquea per cercare di visionare la pozza e un drone per ispezionare l'area dall'alto, ma anche da questa indagine nulla è ancora purtroppo emerso.

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