Sicurezza idraulica del Piave, la Regione fa il punto

Nel bacino del fiume Piave ad oggi sono stati programmati 505 interventi per un importo totale di quasi 109 milioni di euro

TREVISO All’indomani dell’alluvione del 2010, la Regione ha predisposto un piano complessivo di mitigazione del rischio idraulico con interventi per oltre 3 miliardi di euro. Nel bacino del fiume Piave ad oggi sono stati programmati 505 interventi per un importo totale di quasi 109 milioni di euro, per oltre l’80% già conclusi. La parte restante è in fase di appalto o di esecuzione. Il dato è stato reso noto oggi a Palazzo Balbi, nel corso della presentazione delle azioni regionali per la sicurezza idraulica del Piave, da parte dell’assessore veneto all’ambiente Gianpaolo Bottacin, di Francesco Baruffi Segretario Generale del Distretto di Bacino delle Alpi Orientali e del prof. Luigi D’Alpaos dell’Università di Padova.

“In buona parte – ha detto Bottacin – si tratta di opere di ordinaria e straordinaria manutenzione ma che sono di fondamentale importanza, tanto quanto possono esserlo gli interventi strutturali. I criteri con cui stiamo intervenendo sono l’indice di rischio evidenziato dalle analisi tecniche e la disponibilità di finanziamenti, soprattutto quelli trasferiti dallo Stato. E’ essenziale che queste opere vengano fatte e che vengano fatte con continuità, anche se non hanno grande visibilità, per ridurre al minimo il rischio”

Da parte sua Baruffi ha ricordato che nel Progetto di Piano Stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del Piave redatto dall’Autorità di Bacino sono previsti anche interventi strutturali tra cui la realizzazione di casse di espansione e laminazione delle piene. Il Ministero dell’ambiente ha ora finanziato con 1.600.000 euro la redazione del progetto esecutivo per le “Casse di espansione per le piene del fiume Piave in corrispondenza delle Grave di Ciano – Spresiano”. Progettazione – ha sottolineato Baruffi . che oltre a individuare le opere che risultino avere miglior rapporto costo/benefici in termini di riduzione del rischio, migliori condizioni di fattibilità e minore impatto ambientale. Una volta realizzate, le casse di Ciano interventi dovrebbero una decapitazione del colmo di piena di circa 500 mc/s.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Il prof. D’Alpaos, soffermandosi sulle criticità del Piave, ha fatto presente che questo è un importante passo ma ancora insufficiente a dare sicurezza al basso corso del fiume. E’ importante che si continui su questa strada, facendo chiarezza anche sulle valutazioni circa l’effettiva capacità di portata. Ciò condiziona gli interventi da realizzare, ma su questi temi servono stime rigorose in termini ingegneristici. “Non abbiamo bisogno di improvvisatori”, ha chiosato D’Alpaos.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Bar presi d'assalto, Zaia furioso: «Se continua così chiudo tutto»

  • Malore improvviso durante la gita in bici: morto Carlo Durante, oro paralimpico nel '92

  • Malore fatale, il titolare della pizzeria "Da Max" muore a 52 anni

  • Tragico schianto contro un'auto, muore motociclista 61enne

  • Madre di un figlio di 11 anni muore dopo una lunga malattia

  • Il direttore generale della Uls 2: «E' una tragedia, così riparte l'infezione e non sarà mai finita»

Torna su
TrevisoToday è in caricamento