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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca Cornuda

Picchiata e gettata su un burrone alla pendici del Grappa, la Procura verso l'archiviazione del caso

Alla Vigilia di Natale del 2017 il corpo di Sofiya Melnik, 46enne ucraina, venne ritrovato a Borso del Grappa, un mese e mezzo dopo la sua scomparsa. Del suo efferato omicidio viene ritenuto responsabile il compagno, Pascal Albanese, 50enne di Cornuda, ritrovato morto impiccato dodici giorni dopo la sparizione della donna. Dopo il "no" delle autorità statunitensi alla rogatoria per conoscere le password di alcune caselle di posta elettronica e di un profilo Facebook, entro l'estate la Procura di Treviso chiuderà le indagini come omicidio-suicidio

A quasi tre anni dalla prima istanza di una rogatoria internazionale che mettesse la Procura di Treviso in condizioni di mettere mano a quelle caselle di posta elettronica e al profilo Facebook che si ritiene fosse utilizzato da uno dei due protagonisti di questa storia, gli Stati Uniti hanno risposto negativamente. E così il pubblico ministero Giulio Caprarola si appresta a chiedere l'archiviazione del caso di Sofiya Melnik, la 46enne ucraina trovata morta il giorno della Viglia di Natale del 2017 in un dirupo, in località Bosco del Grappa, nei pressi di Romano d'Ezzellino. La morte della donna sarebbe insomma da ricondurre ad un omicidio-suicidio: Sofiya sarebbe stata uccisa dal compagno, Pascal Albanese, 50enne di Cornuda, trovato impiccato nella sua casa 12 giorni dopo la scomparsa di lei, avvenuta il 15 novembre del 2017.

Giunge quindi al termine una delle vicende più "chiaccherate" nella Marca: Sofiya Melnik, che abitava a Cornuda insieme ad Albanese, scomparve senza lasciare traccia a metà novembre di 5 anni fa. Il  corpo della 46enne venne ritrovato nel giorno della Vigilia di Natale dello stesso anno da un cacciatore ai piedi di un burrone, all'altezza di uno dei tornanti della strada che da Bosco del Grappa porta verso Cima Grappa. L'autopsia rivelò che la donna era stata selvaggiamente picchiata, adombrando anche l'ipotesi che fosse stata scaraventata nel burrone quando era ancora viva.

Il 50enne Pascal Albanese venne invece trovato impiccato 12 giorni dopo. Il loro era un legame molto particolare in cui l'uomo era a conoscenza, e forse complice, del giro di amanti e relazioni parallele che la donna intratteneva con numerosi uomini, tutti più anziani di lei e molto facoltosi. Resta un mistero perchè Pascal abbia voluto uccidere la compagna. Una teoria è che la donna, che avrebbe svolto il ruolo di "escort" di lusso, avesse deciso per qualche ragione di interrompere il "gioco", lasciando Albenese in difficoltà economiche.

La risposta negativa delle autorità americane sarebbe dovuta al fatto che posta elettronica e il profilo social non sarebbero immediatamente riconducibili a Pascal Albanese e soprattutto a Sofiya Melnik, perchè erano state fatte con un acronimo, espondendo così a problemi derivanti dalla privacy. La Procura ha quindi deciso di chiudere, entro l'estate, il fascicolo, chiedendono l'archiviazione. Ma è probabile che gli avvocati della famiglia di Pascal presentino una opposizione

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