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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Cronaca Pieve di Soligo / Via Gaetano Schiratti

Omicidio Armellin, l'anziano martoriato con ventinove colpi

Lunedì 30 gennaio è stata notificata a Mohamed Boumarouan, ritenuto responsabile della morte dell'83enne ex elettrauto, avvenuta il 25 marzo del 2022 a Pieve di Soligo, un nuova ordinanza cautelare per omicidio volontario aggravato. Giovedì 2 febbraio l'interrogatorio di garanzia. Il pensionato è stato picchiato con inaudita violenza alla testa, all'addome e al torace. Decisiva, per la nuova imputazione, i riscontri del Ris dei Carabinieri di Parma

E' di omicidio volontario, aggravato dalla finalità della rapina, la nuova accusa di cui deve rispondere Mohamed Boumarouan, il marocchino di 36 anni ritenuto il responsabile della morte di Adriano Armelin, l'83enne ex elettrauto in pensione che la sera del 25 marzo è stato massacrato di botte nella sua abitazione di via Schiratti a Pieve di Soligo. La svolta era nell'aria ma lunedì il pubblico ministero Giulio Caprarola ha notificato in carcere (dove si trovava sottoposto a custodia cautelare per il reato di omicidio preteritenzionale) una nuova ordinanza restrittiva firmata dal gip. Giovedì 2 febbraio Boumarouan comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Cristian Vettoruzzo per l'interrogatorio di garanzia in cui dovrà difendersi da queste ultime contestazioni.

Erano tante le incongruenze tra il racconto del 36enne e i riscontri che erano emersi dall'esame autoptico sul corpo di Armelin, a partire dai colpi inferti all'anziano, che avrebbero prodotto delle lesioni craniofacciali, la lacerazione profonda del cuoio capelluto e quella a livello toracico addominale e del collo. Tutte ferite gravi che sarebbero incompatibili con quanto detto dal marocchino in una prima fase. A incastrarlo sarebbero state non solo le ferite (in tutto 29) ma soprattutto i risultati degli accertamenti effettuati dal Ris dei Carabinieri di Parma - che si sono occupati delle indagini con il Nucleo Investigativo e i militari della Compagnia di Vittorio Veneto - sulle tracce, in particolare sangue, trovate nell'abitazione dell'83enne.

Boumarouan, che avrebbe agito in stato di ubriachezza e sotto l'effetto della cocaina, sarebbe entrato in azione tra le 18 alle 19.45. Inizialmente il 36enne si sarebbe intrufolato nell'ex officina di elettrauto annessa all'abitazione e ora dismessa per frugare nel locale e forse anche all'interno della vecchia Volkswagen Polo, trovata con il baule aperto. I rumori però avrebbero insospettiscono l'anziano che scende le scale e sorprende il ladro all'ingresso. A questo punto il 36enne il killer avrebbe discusso animatamente con la vittima, che alla fine viene legata mani e piedi con una corda. Poi gli avrebbe sferrato una serie di colpi alla testa, al torace e all'addome. Quelli al capo risulteranno fatali, tanto che il cranio risulterà fracassato. Armelin morirà la mattina seguente in un letto del Ca' Foncello di Treviso, dopo 12 ore di agonia.

Dopo il pestaggio il marocchino avrebbe lasciato l'abitazione e raggiunto a piedi il supermercato, dove compra qualche cosa e riesce a rubare un pacco di surgelati. Poi si cambia le scarpe e torna sulla scena della tragedia. Il 36enne sale al primo piano e rovista nelle stanze, a caccia probabilmente di contanti e gioielli. Ma non riuscirà a portare via niente perché sarà disturbato dall'arrivo di Andrea, uno dei figli della vittima, accorso in via Schiratti perché il padre non rispondeva al telefono da ore. Alla fine di una rocambolesca fuga dalla terrazza, e poi attraverso la tettoia, è un vicino di casa che ferma il 36enne e lo blocca fino all'arrivo dei carabinieri, che arrestano il presunto omicida.

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