Cronaca Pieve di Soligo

Violenze nella moschea, rinviati a giudizio due vice Imam

Il gip Piera De Stefani ha rinviato a giudizio, con l'accusa di maltrattamenti e violenza privata, F.I., 46 anni, e U.M., 31 anni, entrambi difesi dall'avvocato Roberto Baglioni del Foro di Venezia. Fra le vittime dei maltrattamenti accaduti in via Schiratti a Pieve di Soligo e che erano tutti bambini, vi sarebbe anche il figlio di uno dei due accusati

Inizierà nel 2023 il processo a due cittadini bengalesi accusati dalla Procura di Treviso di aver percosso dei bambini "colpevoli" di non aver saputo imparare a memoria i salmi del Corano. Gli imputati erano gli insegnanti supplenti in una scuola religiosa associata a una moschea di Pieve di Soligo in cui si sarebbero consumati atti del tutto simili ad opera dell'imam di allora, Omar Faruk, che nel febbraio del 2020 patteggiò la pena di tre anni di reclusione. Il gip Piera De Stefani ha rinviato a giudizio, con l'accusa di maltrattamenti e violenza privata, F.I., 46 anni, e U.M., 31 anni, entrambi difesi dall'avvocato Roberto Baglioni del Foro di Venezia. Fra le piccole vittime vi sarebbe anche il figlio di uno dei due accusati.

La vicenda era stata svelata dalla segnalazione di alcune maestre elementari che, notati lividi sulle braccia dei piccoli alunni di età compresa tra i 5 e 10 anni, hanno voluto vederci chiaro, forti anche di alcune confidenze che gli stessi bambini avevano fatto loro. Da quel momento erano scattate le indagini portate avanti dal nucleo investigativo dei carabinieri di Vittorio Veneto che, utilizzando le intercettazioni ambientali, avevano constatato la veridicità di quanto raccontato dai bambini.I filmati rivelarono storie di violenza, di bastonate e schiaffoni perpetrate da Omar Faruk, su chi aveva la sola colpa di non conoscere a memoria o applicarsi appieno sui versetti del Corano.

L'imam, che aveva abbandonato la Marca la scorsa estate, era residente a Pieve di Soligo ed abitava proprio in uno degli appartamenti al di sopra dello scantinato utilizzato come moschea in via Schiratti. Da parte sua Faruk s'era sempre difeso: «Non ho maltrattato gli allievi della scuola coranica era solo un mio metodo di insegnamento. Non capisco perché tutto questo clamore. Non conosco le leggi italiane, ma quello era solo un piccolo bastone che usavo per richiamare l'attenzione dei bambini. Non ho fatto nulla di male».

Ma alla fine patteggiò la pena di tre annidi reclusione.Ora, la giustizia ha bussato alla porta dei vice-imam, due operai della zona che avrebbero pure loro maltrattato i bambini, secondo l'accusa, quando sostituivano Omar Faruk. La difesa ha preferito procedere verso il rito ordinario sicura di provare l'innocenza dei due imputati. A loro carico alcuni filmati, che non sarebbero peraltro chiari. Tra l'altro, uno dei due vice-imam sarebbe il padre di uno dei bimbi che partecipavano alle lezioni nella moschea di via Schiratti.

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