Bimbi maltrattati alla scuola coranica di Pieve, ci sono altri due indagati

Si tratta di due "supplenti" di 30 anni, anche loro bengalesi. Nei confronti di Omar Faruk il sostituto procuratore Massimo Zampicinini ha chiesto il giudizio immediato per maltrattamenti e violenza privata

Una moschea

Ci sono altre due indagati, oltre all'ex Imam Omar Faruk, per i maltrattamenti e le violenze ai bambini della scuola coranica di via Schiratti. Si tratta di due trentenni anche loro bengalesi, il papà di uno dei bambini che frequentano il centro islamico e un altro uomo anche lui originario del Bangladesh. Entrambi avrebbero fatti da "supplenti" nell'insegnamento del Corano quando l'Imam non poteva essere presente alle lezioni e entrambi avrebbero sottoposto i bambini, agli stessi metodi brutali e crudeli usati da Omar Faruk. Violenze  che, come per il 36enne guida spirituale della comunità bengalese, sono finite nelle intercettazioni ambientali dei carabinieri del Nucleo Radio Mobile di Vittorio Veneto. L'ipotesi di reato è quella di maltrattamenti e violenza privata nei confronti di almeno cinque dei piccoli dei 50 studenti della Moschea di Via Schiratti.

Le indagini nei loro confronti sono ancora in corso mentre sono state chiuse quelle che riguardano Omar Faruk, nei cui confronti il sostituto procuratore Massimo Zampicinini ha chiesto il giudizio immediato sempre per maltrattamenti e violenza privata, con le aggravanti di aver commesso il fatto ai danni di minori e come ministro di un culto riconosciuto dallo Stato. Che papà e mamme dei bambini bengalesi sapessero delle botte e delle bastonate lo ha confermato lo stesso Omar Faruk nell'interrogatorio a cui si è sottoposto una settimana fa.

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«Nel mio paese si fa così -è stata la giustificazione dell'uomo- anche io quando sono stato alla scuola coranica in Bangladesh ricevevo lo stesso trattamento. I genitori? Sapevano tutto».

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