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Una moschea casalinga

Una moschea casalinga

Accusato di bastonare almeno cinquanta allievi, Imam in silenzio di fronte al giudice

Omar Faruk, il 36enne allontanato dalla moschea di Pieve di Soligo, è accusato di malmenare i bambini che venivano schiaffeggiati, colpiti con un bastone o tirati per le orecchie e i capelli durante le lezioni

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Omar Faruk, il 36enne imam della moschea di Pieve di Soligo che bastonava con crudeltà i suoi giovanissimi allievi alla scuola coranica del centro culturale del Bangladesh di Via Schiratti. Il difensore, l'avvocato Roberto Baglioni del Foro di Venezia, al termine dell'udienza davanti al gip di Treviso Gianluigi Zulian ha detto: «Ci riserviamo di vedere i video prima di assumere le decisioni sulla strategia difensiva ed eventualmente chiedere un interrogatorio al pubblico ministero, anche alla luce delle nuove accuse che vengono rivolte al mio cliente».

Secondo la Procura sarebbero infatti 50, e non 20 come si era appreso in un primo momento, i bambini che venivano schiaffeggiati, colpiti con un bastone o tirati per le orecchie e i capelli durante le lezioni. Un "metodo" che l'imam, sottoposto al divieto di soggiorno nella provincia di Treviso, avrebbe utilizzato per ottenere il totale asservimento dei bambini, alcuni di soli 5 anni e tutti provenienti da famiglie originarie del Bangladesh, obbligati a imparare a memoria i versetti coranici in arabo. A inchiodare l'uomo i video e gli audio ottenuti attraverso le intercettazioni ambientali effettuate dal nucleo radio mobile dei carabinieri di Vittorio Veneto, che hanno documentato le violenze fisiche e psicologiche, tra cui anche la privazioni di cibo e acqua.

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