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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca Pieve di Soligo

Pensionato seviziato per una confezione di surgelati, l'assassino in silenzio di fronte al giudice

Mohamed Boumarouan, marocchino di 36 anni, si trova in carcere dalla serata di venerdì quando è stato fermato da un vicino di casa di Adriano Armelin, l'83enne assassinato nella sua abitazione di via Schiratti, a Pieve di Soligo. Oltre all'interrogatorio di garanzia, oggi la Procura dovrebbe fissare la data dell'autopsia

Oggi, lunedì 28 marzo, Mohamed Boumarouan, marocchino di 36 anni, in carcere dalla serata di venerdì per tentata rapina aggravata e omicidio preterintenzionale, è rimasto in silenzio di fronte al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Treviso durante l'interrogatorio di garanzia, svolto nel carcere trevigiano di Santa Bona, in cui è stata convalidata l'attuale misura cautelare. Il cittadino marocchino, residente a Pieve di Soligo, pregiudicato per furti e rapine e disoccupato, è stato assistitito dall'avvocato Viggiano, del foro di Firenze, provincia dove già in passato si era reso protagonista di episodi di cronaca e in cui vivono i genitori. Mohamed Boumarouan, sposato e padre di tre figli, lavorava fino ad una settimana fa in un'azienda, con sede nel Quartier del Piave, impegnata nel campo della produzione di materassi.

Sempre oggi la Procura di Treviso dovrà decidere la data dell'autopsia di Adriano Armelin, il pensionato di 83 anni, ex elettrauto, brutalmente seviziato dal nordafricano durante una rapina in casa in cui il malvivente è riuscito ad ottenere un sacchetto della spesa con una confezione di verdure surgelate e qualche merendina. Presumibilmente l'esame autoptico non avverrà prima di mercoledì 29 marzo.

Un "bottino" il suo perso maldestramente uscendo da una finestra del primo piano e tentando poi di saltare da una tettoia nel giardino di un vicino di casa che ha seguito lo straniero mentre questi si stava dirigendo verso il ricovero attrazzi, in attesa dell'arrivo dei carabinieri che alcuni minuti dopo lo hanno raggiunto e bloccato. Il pensionato, colpito ripetutamente alla testa, sbattuta contro il muro e colpita a bottigliate, e legato mani e piedi con una corda elastica, è stato trovato agonizzante attorno alle 20 di venerdì. E' proprio in quel mentre che lo straniero sarebbe stato costretto a fuggire, fallendo l'obiettivo.

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Cosa cercava? Denaro, gioielli o altri valori. Forse una cassaforte? L'83enne, trovandosi a tu per tu in casa con il bandito, avrebbe forse tentato di ribellarsi, rifiutandosi di arrendersi al 36enne che potrebbe aver agito alterato da alcool o droghe. Il malvivente farebbe parte di una cricca di nordafricani che gravitano da tempo nella zona di Pieve, balordi, mine vaganti. E' tra questi stranieri che gli investigatori dell'Arma dei carabinieri cercano quello che potrebbe essere il basista, qualcuno che potrebbe aver indirizzato Mohamed Boumarouan a colpire proprio in casa di Armelin, vittima forse di un disegno criminale pianificato con attenzione e non di un blitz estemporaneo. Dalla visione delle telecamere di videosorveglianza della zona si auspica di riuscire a trovare risposte alle tante domande che accompagnano questa vicenda.

Per il gip che ha firmato l'ordinanza di custodia in carcere - Gianluigi Zulian - Bouramaoun  ha una «altamente allarmante inclinazione delinquenziale, oltre che la  preoccupante noncuranza attuativa e temerarietà commissiva».

«Devono considerarsi al riguardo - scrive il gip -  eloquenti indici di notevole pericolosità del soggetto, tratti comportamentali, denuncianti una rimarchevole capacità criminale, connotanti l'agire del prevenuto. L'imputato, già gravato da plurimi precedenti penali per reati contro il patrimonio in relazione a fatti di furto e di rapina, oltre che in materia di stupefacenti, per i quali lo stesso risulta aver fruito sia del beneficio della sospensione condizionale della pena che del condono, si è  prodotto nel tragico exploit predatorio per cui è stato da ultimo tratto in arresto, non solo in totale noncuranza dei pur attuati pregressi interventi dell'ordinamento nei suoi confronti (rivelatisi all'evidenza inidonei a produrre sostanziali effetti dissuasivi nei suoi confronti) bensì dando anzi mostra di preoccupante propensione, nelle sue «gesta» criminose, verso un'escalation offensiva suscettibile di sfociare in conseguenze di gravita anche estrema, come purtroppo verificatosi in occasione del suo arresto, avendo in particolare manifestato una assoluta indifferenza per le condizioni di vulnerabilità dell'anziana vittima, colta dentro casa dal prevenuto introdottovisi a caccia di beni da depredare e legata mani e piedi, malmenata e percossa sino ad averla lasciata in coma».

«Da ciò consegue - conclude l'ordinanza - l'imprescindibilità dell'esercizio d'uno stringente controllo assoluto sull'indagato, nei cui confronti nessun apprezzamento favorevole appare ipotizzibali, in particolare, quanto ad applicabilità di misure gradate quali gli arresti domiciliari, in quanto alternativa, in fatto, impraticabile a fronte di quella carceraria».

L'autopsia di 

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