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Aumento della tassa plateatici durante l'Adunata: il consiglio boccia l'abolizione

Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Davide Acampora: "vogliono fare cassa a tutti i costi su chi già paga tutto l'anno"

TREVISO Il consiglio comunale di Treviso ha bocciato la proposta presentata dal Consigliere Comunale Davide Acampora, sottoscritta anche da alcuni consiglieri di minoranza, che chiedeva l'abolizione dell'aumento pari a €1,50 al mq della superficie per ciascun giorno di occupazione del suolo pubblico delle concessioni già autorizzate, esclusivamente per i giorni 12, 13 e 14 maggio 2017. Per l'occasione, infatti, l'Amministrazione comunale già qualche mese fa aveva modificato l'apposito Regolamento C.O.S.A.P. introducendo un nuovo articolo 27 bis, in deroga alla normale disciplina, che al comma 3 pianifica espressamente la tassazione durante quei tre giorni di festa delle concessioni già autorizzate.

 "Avremo quindi una tassa non giustificata, iniqua e illegittima che mira soltanto a fare cassa sulle spalle dei commercianti che già pagano un canone pre-pattuito per tutto l'anno, una vergogna", ha commentato il consigliere Acampora, "non mi sembra corretto da parte di un'amministrazione comunale vessare ulteriormente le attività produttive della città, solo perché in quei tre giorni dell'adunata probabilmente lavoreranno un po’ di più rispetto alla normalità; gli esercenti pagano sempre, nel bene e nel male, soprattutto per questo motivo l'aumento in questione mi suona come un vero e proprio furto ai danni di una categoria che è già pesantemente tartassata da imposte e tributi di ogni genere; è sorprendente se pensiamo che per un plateatico di medie dimensioni un bar dovrà pagare quasi 300 € in più in soli tre giorni".

Una delle motivazioni portate sul tavolo dalla maggioranza per sostenere la legittimità dell'aumento è stata quella della possibilità da parte dei commercianti di aumentare i prezzi dei listini durante le giornate dell'adunata e quindi, secondo i sostenitori di questa tesi, sarebbe giusto il fatto che le attività paghino una maggiorazione della tassa: "porre in essere un tributo solo sulla base di un processo alle intenzioni mi sembra una barbaria", dice Acampora, "non mi sembra una motivazione plausibile per giustificare un prelievo ulteriore che trasgredisce un contratto già sottoscritto; perchè allora non abbassano la tassa durante i lunghi periodi di maltempo quando il lavoro cala vertiginosamente e gli esercenti sono costretti ad abbassare i prezzi?" conclude Acampora.

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