PM10, la manutenzione periodica e l’innovazione riducono le polveri da biomasse

Le parole di Luciano Rossi, presidente provinciale e regionale categoria fumisti/spazzacamini Confartigianato e delegato nazionale per il medesimo settore

TREVISO Comincia l’autunno e inizia la stagione del PM10. Con orgoglio in Veneto, negli ultimi 10 anni, le polveri attribuite alla combustione di biomassa ad uso domestico (legna e pellet), si sono ridotte del 20%. Un risultato eccellente raggiunto anche grazie ad una strategia condivisa dagli installatori attivi in provincia di Treviso, circa un centinaio di cui oltre la metà soci di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana, che hanno promosso l’innovazione tecnologica attraverso le opportunità offerte dal Conto Termico, la corretta progettazione e installazione certificata di stufe e caminetti, l’uso virtuoso e la gestione consapevole della biomassa, ma soprattutto investito sull’obbligo della periodica manutenzione dei generatori e della canne fumarie, eseguita esclusivamente da ditte abilitate dalla CCIAA come disposto dal D.P.R 74/13 e con le tempistiche indicate dall’installatore e/o manutentore”. 

I margini di miglioramento sono ancora ampi. Ricordo che, in mancanza di indicazioni, la manutenzione va comunque eseguita ogni 40 quintali di combustibile utilizzato (legna o pellet) o in alternativa almeno ogni 2 anni. Tutto questo genera enormi benefici in termini ambientali sia per la riduzione dei consumi che delle emissioni, ma anche in termini occupazionali, basti pensare alla necessità di professionisti come fumisti/installatori, spazzacamini/manutentori, costruttori di apparecchi/caldaie e produttori di legna, pellet e cippato.

Nell’Accordo di Programma nel bacino padano elaborato dal Ministero dell’Ambiente e dalle regioni Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte (dgr 836 del 06/06/2017), ci sono specifici divieti in tema di utilizzo delle biomasse ad uso domestico che, a seconda della gravità dell'inquinamento atmosferico, prevede due livelli emergenziali applicabili ogni anno dal 1° ottobre al 31 marzo:

1° livello: dopo 4 giorni consecutivi di superamento di 50 µg/m3 di PM10: divieto di utilizzo di generatori a biomassa che non abbiano almeno la classe “3 stelle” secondo il sistema di certificazione “Aria Pulita”.

2° livello: dopo 10 giorni consecutivi di superamento di 50 µg/m3 di PM10: divieto di utilizzo di generatori a biomassa che non abbiano almeno la classe “4 stelle” secondo il sistema di certificazione “Aria Pulita”.

Le stufe ad accumulo in maiolica costruite sul posto, non sono comprese in questa normativa e pertanto non saranno soggette ad alcun provvedimento. L'elenco dei generatori a biomassa presenti sul mercato con la relativa classificazione ambientale “Aria pulita” (2-3-4 stelle), è pubblicato nell’apposito “catalogo prodotti” predisposto dalla Regione Veneto: nel caso in cui non sia possibile individuare la classe del proprio generatore all’interno del catalogo, il prodotto si deve intendere con classe inferiore alle 2 stelle.

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