Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca San Zeno / Via delle Medaglie D'Oro

A Capodanno festa beffa per oltre mille ragazzi: succede da Zambon

"Candyland free bar" era la super serata di San Silvestro organizzata per i giovani trevigiani allo Sporting Zambon, ma qualcosa è andato storto

Un'immagine della coda all'ingresso della festa

TREVISO Una coda infinita, ragazzi in attesa al freddo per ore all'ingresso, giacconi e portafogli probabilmente rubati e un malcontento generale anche tra i genitori. Questa l'eredità della festa di Capodanno organizzata da tre ragazzi trevigiani all'ex Sporting Tennis Zambon (attuale Circolo Sportivo Club 82) in via delle Medaglie d'Oro a San Zeno di Treviso.

Il nome dell'evento era "Candyland free bar", una festa riservata ai ragazzi con minimo 16 anni e caratterizzata da biglietti a 15 euro per i maschi e a 10 per le femmine, ma con all'interno alcol gratuito teoricamente per tutti. Proprio per questo motivo le prevendite per la nottata di San Silvestro sono andate a ruba in pochi giorni e anche su Facebook l'evento ufficiale contava, prima della cancellazione, oltre mille invitati sicuri della loro partecipazione. Come già però accaduto in passato sempre da Zambon (come i due ragazzi finiti all'ospedale quasi in coma etilico dopo una festa di fine anno a giugno 2012 o la festa "Remember" che la polizia aveva bloccato in quanto non considerata "privata"), anche in questo caso qualcosa è andato storto e diverse centinaia di ragazzi sono rimaste ad aspettare per ore al freddo in coda per cercare di passare qualche ora di divertimento insieme. "Ho accompagnato mio figlio verso le 20.30 all'ingresso dello Sporting - ha raccontato una mamma infuriata - L'entrata era prevista per le 21.30, ma già la coda era ben visibile anche se contenuta. Alle 23.30 però ho ricevuto una sua chiamata nella quale, arrabbiato, mi diceva che non era ancora entrato, come del resto tutti i suoi amici. E' stato quindi un episodio inaccettabile". 

Il problema di base della manifestazione è stato il fatto che, come spesso accade nelle feste studentesche, la struttura poteva contenere al massimo 700 persone, ma le prevendite vendute sono state esponenzialmente maggiori e quindi le persone in attesa di entrare erano ben oltre i limiti di legge. Solo verso le 23.45 la coda all'esterno del locale ha iniziato a defluire, ma nel frattempo il malumore tra i ragazzi era talmente degenerato che in molti avrebbero persino abbattutto una recinzione laterale entrando così di "straforo", alcuni anche ferendosi lievemente. Una volta però all'interno del giardino di Zambon i problemi sono addirittura aumentati. "La festa era infatti riservata a ragazzi con almeno 16 anni, ma nonostante il controllo dei buttafuori all'ingresso sono stati moltissimi i 14-15enni presenti all'interno, con la conseguenza che molti di loro hanno potuto usufruire "illegalmente" del free-bar previsto alla festa. Inoltre, nella confusione più totale che regnava tra i presenti, sono state decine i giubbotti, borse e portafogli rubati, oltre alle carte d'identità andate perdute dai nostri figli" ha raccontato un altro genitore. Molte ragazze sono state poi viste uscire dallo Sporting, per tornare a casa, in abiti succinti in quanto prive dei loro cappotti perchè probabilmente trafugati da qualche improvvisato ladro. 

Una serata quindi da dimenticare per tutti, soprattutto per gli organizzatori di "Candylan" che fin da subito avrebbero confermato la loro volontà di rimborsare chiunque abbia avuto problemi, ma purtroppo a poche ore dal misfatto la pagina Facebook dell'evento con i loro contatti è stata cancellata e loro risulterebbero ora telefonicamente irragiungibili. Nel frattempo, ad alcuni genitori infuriati, lo Sporting  Zambon avrebbe risposto di non essere responsabile direttamente per l'accaduto, in quanto la gestione dell'evento era stata data agli organizzatori stessi, e che comunque in una situazione come quella del 31 sera era difficile riuscire a controllare tutti gli ingressi e in contemparanea anche il guardaroba a pagamento, anche per via del fatto che molti giovani sarebbero entrati di nascosto nella struttura.

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