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Il corteo di venerdì mattina in centro a Treviso

Il corteo di venerdì mattina in centro a Treviso

Polizia locale, Manildo: "Il 60% negli uffici, necessaria riforma"

Il sindaco di Treviso alla cerimonia di San Sebastiano: "C'è bisogno di più agenti in strada, il 60 per cento lavora negli uffici"

TREVISO "Di vigili per strada, a contatto con i cittadini, c’è davvero bisogno: eppure, dati alla mano, il 60 per cento del personale in divisa, non solo nella polizia locale, lavora negli uffici, con una proliferazione di comandi e pochi uomini sulle strade. Ma la sicurezza, la vigilanza di strade e quartieri è una priorità per Treviso. Ce lo chiede la città, ce lo chiedono i cittadini. Sono molte le iniziative a cui stiamo lavorando, necessarie per una maggiore serenità dei trevigiani”.  Queste le parole del sindaco di Treviso Giovanni Manildo che dall’Auditorium di Santa Caterina, dove si è tenuta venerdì mattina la cerimonia civile in occasione dei festeggiamenti di San Sebastiano, ha lanciato un messaggio al Governo: “In Europa l’Italia ha il più alto numero di uomini impiegati nelle forze dell’ordine. Serve allora che la politica, il Governo e il Parlamento, si impegnino per una riorganizzazione delle nostre forze. E a livello locale, per Treviso, come per le altre città italiane, serve al più presto una riforma della polizia locale. Ogni giorno dobbiamo fare i conti con l’assenza di uomini da mettere in strada alle 9 di sera nei quartieri". 

Manildo ha ripercorso in breve l’operato dell’amministrazione comunale sul fronte della sicurezza ricordando come il capoluogo della Marca abbia svolto un ruolo di traino e guida nell’ambito della PaTreVe per contrastare il fenomeno dell’accattonaggio: “La lotta al racket dell’accattonaggio è stata condotta in sinergia con gli altri capoluoghi dell’area metropolitana - Padova e Venezia - anche in sinergia con il settore sociale attraverso l’apertura del dormitorio pubblico. Dopo anni di sanzioni elevate inutilmente, abbiamo richiesto e applicato, lo strumento del foglio di via”. Manildo ha poi sollecitato, ancora una volta, Prefetto Questore e Presidente della Provincia a sottoscrivere al più presto il Patto per la sicurezza. “I dati forniti dal Presidente della Corte d’Appello evidenziano che in Veneto  i furti nelle abitazioni sono raddoppiati. Fare squadra, a tutti i livelli è necessario per contrastare quella che, non solo in Regione ma anche nel resto d’Italia resta una priorità: la serenità dei nostri cittadini. Una sfida con la quale dovrà confrontarsi anche il prossimo Presidente della Regione Veneto. In questi anni di sicurezza si è fatto un gran parlare, ma nel bilancio regionale i fondi  sono stati praticamente azzerati”. 

Il sindaco ha poi elencato alcune proposte da inserire nella riforma condivise anche con il Circolo dei 13, la libera associazione dei corpi di polizia municipale del Triveneto. “Crediamo infatti che sia necessario formalizzare con legge la collaborazione delle polizie locali con le forze di polizia statali, attraverso la condivisione di informazioni fra le due realtà e la formazione e l'aggiornamento professionale fatto assieme fra Questura, Carabinieri e Polizie Locali. Fissare un limite di operatori, al di sotto del quale non è possibile istituire un servizio di polizia locale, con l'obbligo di consorziarsi con altri Comuni è un’azione tanto necessaria quanto urgente - ha sottolineato Manildo - Questo perché va nella direzione della razionalizzaione delle forze e nella direzione della creazione di una Grande Treviso con l’accorpamento e il miglioramento delle funzioni anche della polizia locale. Importante poi la modifica della legge 121 del 1981 in materia di ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza in modo da ricomprendere, accanto alle forze di polizia dello Stato, le forze di polizia locale che vengono messe a disposizione dello Stato dal Sindaco, per il concorso nell'espletamento dei servizi di ordine e sicureza pubblica. Ciò comporterà l'accesso alla banca dati di polizia di stato e di carabinieri su persone con precedenti giudiziari o di polizia anche da parte delle Polizie Locali, ha concluso.

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