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Trovati con sette chili di maijuana in auto, Martino Pivato e Pietro Manente vanno all'abbreviato

Trovati con sette chili di maijuana in auto, Martino Pivato e Pietro Manente vanno all'abbreviato

Trovati con 7 chili di marijuana in auto, due giovani verso l'abbreviato

Martino Pivato, 21enne di Ponzano e Pietro Manente,  23enne di San Donà, erano stati pizzicati dalla polizia il 30 giugno del 2018 di ritorno da Jesolo. Saranno giudicati il prossimo 14 ottobre

Erano stati arrestati con la macchina piena di droga, oltre 7 chili di marijuana e mezzo etto di cocaina e 3.500 euro che si ritiene fossero i guadagni di una florida attività di spaccio lungo la riviera jesolana. Martino Pivato, 21enne di Ponzano, ex studente del liceo Duca degli Abruzzi di Treviso, e Pietro Manente,  23enne di San Donà, hanno ottenuto oggi di poter essere giudicati con il rito abbreviato. Ad ammetterli è stato il gup Piera De Stefani, su richiesta dei loro avvocati, Giancarlo Coletti e Simone Zancani. Il processo si terrà il 14 ottobre prossimo.

Pivato, che vive con i genitori, era stato pizzicato nel 2017 dalle forze dell’ordine con della marijuana, reato per cui aveva patteggiato 10 mesi. A novembre del 2018, mentre si trovava ai domiciliari per i fatti relativi alla droga trovata  nella macchina del padre, era finito nuovamente in manette a seguito di una perquisizione presso la casa lungo via Postumia. Gli agenti della squadra mobile di Treviso, con l'aiuto dell'unità cinofila della polizia locale di Treviso, avevano rinvenuto nella soffitta dell'abitazione in cui il 19enne vive circa sette etti di hashish, un etto di marijuana, un grammo di cocaina, materiale vario per confezionare dosi, un bilancino e una somma di 4.400 euro in contanti. Per questo Pivato aveva patteggiato una pena di due anni. Ora l'abbreviato per per quel 30 giugno di due anni fa in cui Pivato e Manente  stavano tornando da Jesolo e  sono stati bloccati sulla Treviso Mare dagli agenti della Squadra Mobile e della Squadra Volanti della questura di Treviso. Gli investigatori evidentemente li stavano tenendo sotto controllo e avevano notato dei comportamenti che facevano presagire che trasportassero droga a bordo della vettura. Il giovane trevigiano aveva infatti trasformato l'auto del padre, all'oscuro di tutto, in un vero e proprio bazar della droga. La marijuana era nascosta nel bagagliaio dell’auto e sotto il tappetino i due ragazzi avevano 3500 euro in contanti. Gli oltre sette chili di marijuana erano confezionati all’interno di buste sotto vuoto ognuna con un’etichetta diversa per distinguere probabilmente le diverse qualità del prodotto.

Quando hanno vista la paletta degli agenti fermi al posto di blocco lungo la Treviso Mare i due giovani hanno iniziato immediatamente ad innervosirsi. Per questo gli agenti hanno deciso di approfondire ulteriormente i controlli e hanno facilmente scoperto le buste nascoste all’interno del bagagliaio. Non solo: sotto il tappetino, dalla parte del passeggero, erano nascosti 3.500 euro, con ogni probabilità l’incasso della giornata trascorsa a Jesolo. Secondo il valore di mercato della droga la marijuana sequestrata valeva circa 70mila euro, cifra che sarebbe potuta anche raddoppiare. E dopo la perquisizione effettuata a casa di Pivato è spuntato anche mezzo etto di cocaina, la cui destinazione non era stato possibile stabilire con certezza. Secondo gli inquirenti la marijuana era invece per la clientela di Jesolo sia ai giovanissimi di Treviso
 

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