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La conferenza stampa si è svolta a Pordenone

La conferenza stampa si è svolta a Pordenone

False immatricolazioni e evasione su auto di lusso, 57 truffati nella Marca

L'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Pordenone ha portato a cinque arresti e alla scoperta di un "giro" di oltre 30 milioni di euro. Più di 800 i truffati in tutta Italia, era trevigiana l'officina specializzata nell'abbassare i km ai mezzi

In quattro anni sottratti al fisco 30 milioni e 572mila euro, di cui 5 milioni e 400mila solo di Iva, 18 soggetti indagati, emessi cinque provvedimenti restrittivi della libertà personale, una persona arrestata e due ai domiciliari (i vertici dell'organizzazione, residenti a Pordenone, Anzio e Nettuno) e altre due destinatarie di provvedimenti meno gravi, 835 persone truffate (tra di loro 128 hanno già presentato querela formale), disposto un sequestro preventivo per equivalente per 5 milioni e 168mila euro (su beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie degli indagati). Per 635 vetture immatricolate in maniera fraudolenta (negli uffici della Motorizzazione civile di Treviso, Roma e Latina) è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Udine il sequestro delle carte di circolazione. Il prezzo medio di un'auto trattata era di 50mila euro. 

Nel corso dell'attività illecita sono state anche perfezionate operazioni di vendita, con incasso di anticipi e a volte dell'intero corrispettivo per vendite mai concluse, per un totale di 2 milioni 150 mila euro. Sono questi i numeri della maxi inchiesta su un commercio on line di auto di lusso diretta dalla Procura del capoluogo friulano, nella persona del pm Claudia Danelon, che ha avuto come componenti operative la Guardia di finanza del Comando provinciale di Pordenone, comandata dal colonnello Stefano Commentucci, e la sottosezione di Palmanova della Polstrada di Udine, agli ordini del vicequestore Rita Palladino. I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Udine, Matteo Carlisi.

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Le ipotesi di reato che sono state prese in considerazione dagli inquirenti, a diverso titolo per i protagonisti della vicenda, sono quelle di associazione per delinquere, truffa, omessa dichiarazione ai fini delle imposte dirette e dell'Iva, distruzione e occultamento di scritture contabili, falso in bilancio, falsità ideologica e materiale. L'indagine ha avuto origine un paio d'anni fa (quando l'attività del sodalizio era già in essere da un biennio) in seguito a una serie di segnalazioni (diverse vennero rese popolari dal programma di Canale 5 "Striscia la Notizia", che oggi a Udine aveva come inviato Moreno Morello) e ruota tutta attorno al commercio di veicoli di lusso on-line. Le persone truffate in Veneto risultano essere 210, tra cui 57 nella Marca, come riportato nella tabella qui sopra. (Moreno Morello era presente alla conferenza stampa, foto qui in basso).

Il sodalizio, che operava con società fittizie con sedi a Roma e Palermo, vendeva auto di pregio su internet, prevalentemente di provenienza tedesca (come Mercedes, Audi, Bmw), ma il primo controllo sospetto degli investigatori è legato a un contrabbando doganale effettuato a Pordeone, con la cessione di una Rolls Royce Phantom II intestata a una società con sede in Svizzera. 

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Per nascondere tutto all'erario è stato sviluppato un meccanismo di scatole cinesi, con i redditi evasi destinati a società che fungevano da schermo - esistenti formalmente più che nella sostanza, intestate a prestanomi nullatenenti e quindi non solventi e non aggredibili da creditori -. Con l'aiuto di alcune agenzie di pratiche automobilistiche colluse l'organizzazione riusciva, in alcuni uffici della Motorizzazione civile, a sottrarsi alle disposizioni di legge anti evasione che non consentono l'immatricolazione di veicoli usati di provenienza comunitaria senza il preventivo assolvimento degli obblighi di versamento dell'Iva. Le immatricolazioni venivano effettuate con modalità truffaldine, mediante la presentazione di documentazione ideologicamente falsa e producendo una firma contraffatta degli acquirenti ignari. Questi ultimi al tempo stesso erano convinti di aver acquistato un bene "pulito". Colpite tutte le regioni italiane, tranne Molise e Val d'Aosta. In Friuli Venezia Giulia sono 111 le situazioni sotto osservazione.

In più, per guadagnarci maggiormente, le auto commercializzate risultavano sistematicamente subire una riduzione del chilometraggio - dal 50% al 70% - manomettendo il software e le centraline. Gli "schilometraggi" venivano effettuati in due officine venete, una in provincia di Treviso e l'altra a Padova. Il procuratore capo di Udine, Antonio De Nicolo, prendendo la parola alla conferenza stampa di presentazione dell'operazione ha tenuto a sottolineare la gravità della condotte: "L'evasione fiscale danneggia tutti, è un reato gravissimo e come tale va guardato e giudicato, di un grande disvalore sociale. Troppe volte passa il messaggio che si tratti di condotte meno gravi rispetto ad altre fattispecie ma non è affatto così. Chi delinque violando questi disposti produce un danno enorme per tutta la collettività". 

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