Postamat, scoperte molteplici truffe online: i carabinieri denunciano dieci persone

Tra i coinvolti anche un 54enne trevigiano che ha raggirato di 2mila euro un 4enne di Brugnera (PN) per la vendita di una bicicletta

I carabinieri della Stazione di Sacile, al fine di arginare il sempre più diffuso fenomeno delle truffe attuate sui canali dello “shopping online” (dove molti cittadini riscontrano siti dove effettuare in comodità operazioni di compravendita apparentemente convenienti che però spesso riservano spiacevoli sorprese), hanno concluso un’articolata attività di indagine denunciando in stato di libertà complessivamente dieci persone, sette delle quali a vario titolo ritenute responsabili della cosiddetta truffa del Postamat.

Le vittime, tutte di Sacile, avevano hanno inserito beni in vendita sulle varie piattaforme online e sono state poi contattate telefonicamente da fantomatici compratori che, in maniera gentile e convincente, si fingevano interessati agli oggetti e, all’atto di stabilire le modalità di pagamento, hanno convinto le stesse vittime dell’esistenza di un nuovo sistema di accreditamento del denaro in linea diretta presso gli sportelli Postamat mediante il semplice inserimento del bancomat. Così, seguendo in tempo reale le indicazioni telefonicamente fornite dagli astuti truffatori, le vittime sarebbero riuscite a trasferire il denaro direttamente sul bancomat del venditore quando invece il denaro seguiva esattamente il movimento inverso: infatti, anziché essere accreditato al venditore, finiva accreditato sulle carte Postepay Evolution dei truffatori, in alcuni casi anche per importi notevolmente superiori a quelli pattuiti per la vendita del prodotto.

L’indagine, attuata mediante prolungati accertamenti svolti acquisendo ingenti dati e risconti dalle compagnie telefoniche, verifiche su piattaforme online e sul sito delle Poste Italiane, ha quindi permesso di identificare e raccogliere inconfutabili elementi nei confronti dei truffatori, tutti già denunciati in precedenza per tale tipologia di reato effettuato con lo stesso modus operandi. Si tratta perciò di una truffa aggravata poiché si è approfittato di circostanze di tempo e luogo (distanza e assenza di rapporto diretto tra acquirente e venditore) che limitano ed ostacolano di fatto la privata difesa.

In particolare, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria di Pordenone:

- un marocchino 29enne di Montecchio Maggiore (Vi) e un italiano 42enne senza fissa dimora che, in concorso, hanno truffato la somma di euro 1.000 euro ad un 58enne da Sacile, relativamente alla caparra concordata per la vendita di un’autovettura;

- un 54enne di Treviso che ha truffato 2.000 euro a un 46enne da Brugnera (PN), relativamente alla vendita di una bicicletta il cui prezzo pattuito era di 600 euro;

- un 53enne di Avezzano (Aq) che ha truffato 150 euro ad un 29enne da Sacile, quale corrispettivo concordato per la vendita di un apparecchio per la cura del corpo;

- un 48enne di San donà di Piave (Ve) e un bengalese senza fissa dimora 24enne che, in concorso, hanno truffato 1.500 euro ad un 42enne da Sacile relativamente alla vendita di una bicicletta il cui prezzo pattuito era di 850 euro;

- un 42enne di Manerbio (Bs) che ha truffato 250 euro ad un 25enne da Sacile relativamente alla vendita di una bicicletta il cui prezzo pattuito era di mille euro.

Inoltre, nell'ambito della medesima attività investigativa, sono state scoperte ulteriori due truffe e denunciate tre persone: un 23enne catanese ed una 78enne che hanno ingannato un 51enne sacilese che, a fronte di un versamento di 400 euro per l’acquisto di una smart tv sul sito “Subito.it”, non ha mai ricevuto il bene. Ed ancora, un 32enne messinese che ha raggirato un 20enne di Sacile che aveva contrattato l’acquisto di una Playstation sulla stessa vetrina di annunci online senza mai ricevere il bene nonostante avvesse versato l’importo pattuito di 200 euro. In entrambi i casi, naturalmente, i truffatori si sono resi irreperibili, ma in ogni caso tutti gli indagati individuati dai carabinieri risponderanno delle truffe aggravate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone.

Visto quanto sopra, il Comandante della Stazione carabinieri di Sacile - Lgt. Alessandro Battistella - segnala nell’ultimo periodo un considerevole aumento di cittadini che si rivolgono in caserma per denunciare truffe online attuate con il descritto modus operandi o mediante versamenti su carte Postepay senza poi ricevere nulla. Le vittime sono evidentemente inconsapevoli delle conseguenze dei propri comportamenti contrattando con leggerezza con abili imbroglioni. Dal Comando di Sacile arriva quindi un accorato e perentorio invito, a chi intende vendere online propri oggetti, a non concordare sistemi di pagamento sconosciuti o dei quali non sia ben chiaro il sistema di incasso del denaro. Risulta poi quanto mai inopportuno recarsi presso sportelli Atm per effettuare operazioni finalizzate a ricevere l’accredito di denaro inerente la vendita di un proprio prodotto ad un acquirente che invece fornirà telefonicamente “in diretta” istruzioni per farsi ovviamente accreditare il contante. Le carte bancomat/postamat per definizione sono carte di debito, sono quindi più sicuri i pagamenti in contrassegno o utilizzando sistemi tipo PayPal o altro che, in caso di problemi, garantiscono il risarcimento.

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