Racket della prostituzione, alla sbarra il capo dell'organizzazione

Sono finiti a processo Edmond Gjini, albanese di 40 anni, il 23enne italiano Riccardo Ruggitiello e la romena 30enne Giorgianna Caprau. Sono accusati di aver gestito un vasto traffico che imponeva alla ragazze la loro protezione

A processo banda di sfruttatori che operava a Preganziol

Gestivano  una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al racket delle lucciole lungo il Terraglio a Preganziol e ora è arrivato il momento del processo per Edmond Gjini, albanese di 40 anni (difeso dall'avvocato Fabio Crea), per il 23enne italiano Riccardo Ruggitiello e la romena 30enne Giorgianna Caprau, le cui posizioni erano state stralciate nel corso dell'udienza preliminare in cui  erano stati giudicati dal giudice Mascolo Petrit Gjini, albanese di 27 anni e  Simona Mirabela Dragan, 22enne romena, condannati entrambi a 5 anni e 4 mesi mentre Eduard Gjini, considerato a capo della banda con il fratello Edmond, aveva patteggiato 4 anni insieme a  Daniele Mastrella, 44 anni, condannata sempre con applicazione pena a un anno e 8 mesi.

Il gruppo che aveva il giro delle lucciole era capace di gestire almeno una ventina di professioniste  che vendevano il proprio corpo lungo la Pontebbana e il Terraglio: ognuna di loro pagava poi una sorta di "affitto" della postazione, pari a circa  250 euro alla settimana. In cambio le "belle di notte" ottenevano protezione dall'organizzazione.

Al vertice c'era Edmon Gjini, per oltre un decennio  vero e proprio ras della gestione delle lucciole sul Terraglio: venne arrestato su ordine di custodia cautelare del tribunale di Venezia il 31 gennaio 2013 con l'obbligo di non fare ritorno in Italia per una durata di 10 anni. In realtà i suoi viaggi d'affari non sono mai finiti, come hanno documentato gli investigatori. Attualmente l'uomo è  latitante all'estero. A "tradirlo" è stata l'ex fidanzata, una donna di 43 anni che si è rivolta alla polizia per denunciare i metodi della banda: proprio Edmond, dopo averla lasciata, l'ha minacciata perché non riferisse alle forze dell'ordine dei suoi traffici. La 43enne, con coraggio, è riuscita anche a convincere alcune lucciole a parlare con la polizia e a fare terra bruciata attorno ai vertici dell'organizzazione.

In manette sono finiti quindi Eduard, il cugino  Petrit, fermato in un campo nomadi a Istrana mentre un altro cugino, Gjovalin, che era già in carcere in Germania. I tre luogotenenti del boss avevano il compito in particolare di garantire l'ordine e la protezione alle lucciole in caso di intromissioni di altre prostitute negli spazi gestiti dalla banda. A riscuotere il denaro era una ragazza romena, Dragan Simona Mirabela, fidanzata di un altro fratello della famiglia Gjini, Anton, e due italiani, Riccardo Ruggitello  e Daniele Mastrella. Nell'ambito dell'indagine la squadra mobile aveva perquisito anche l'hotel «Al Sole» di Preganziol: alcune stanze, hanno raccontato le prostitute, erano utilizzate dalla banda per garantire ai clienti incontri appartati e più comodi.

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