Non pagano l'affitto, i proprietari cambiano la serratura e li chiudono fuori

Avanzavano 4 mesi di canone arretrato, ora i protagonisti della vicenda sono a processo con l'accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e lesioni

Padre e figlio a processo per esercizio arbitrario delle proprie ragioni

Porta sbarrata e tutta la roba che c'era dentro spostata in un altro luogo. E di fronte alle rimostranze della rappresentante legale della società che aveva preso in affitto i locali sono scattate le violenze. Sono a processo per esercizio arbitrario delle proprie ragioni Giovanni e Luca Simonetto, padre e figlio di 66 e 36 anni residenti a Preganziol. Il più giovane deve rispondere anche di lesioni, essendosi reso protagonista dell'aggressione ai danni della donna.

I fatti sono relativi al gennaio del 2017. I due Simonetto sono proprietari di un immobile in via Franceschetti a Preganziol e qualche anno prima avevano deciso di darlo in affitto a una azienda che fa pavimenti, la Zannoni srl. Per un po' di tempo le cose vanno bene agli inquilini e quindi anche ai proprietari ma di colpo, intorno alla metà del 2016, l'impresa va in crisi. E così i soci decidono che, fra le mille incombenze che sono costretti a lasciare indietro, c'è anche l'affitto di circa mille euro al mese. Proprietà e inquilini vanno avanti per mesi con il canone costantemente in ritardo fino a quando, intorno ad ottobre del 2016, la Zannoni Pavimenti smette del tutto di pagare.

A questo punto, non trovando un accordo, si passa alle vie legali. I Simonetto decidono di andare davanti al giudice civile di Treviso che, preso atto del ritardo, emette un provvedimento di sfratto. Che però tarda ad arrivare. Non essendo ancora uscito l'ufficiale giudiziario la ditta continua ad usufruire dei locali malgrado l'insofferenza dei "padroni dei muri" che ad un certo punto, invece di ricorrere nuovamente al giudice, decidono di passare alla vie di fatto.

Il 16 gennaio del 2017 il blitz che è oggetto del processo in corso. E' notte fonda quando padre e figlio prendono ed entrano nei locali di via Franchetti in maniera furtiva, ammassano la roba che vi trovano e la accatastano fuori. Poi, non contenti, sostituiscono la serratura e con le nuove chiavi chiudono tutto a doppia mandata. Il mattino dopo la brutta sorpresa per i titolari sfrattati: oltre a essere rimasti chiusi fuori si ritrovano tutta l'attrezzatura sparsa davanti al cortile.

Dieci giorni dopo la rappresentate legale della Zannoni riesce ad avere un appuntamento con i Simonetto ma le cose non vanno come aveva previsto. Anzi: durante una concitata discussione Luca la afferra all'altezza delle spalle, strattonandola con veemenza e provocandole una contrattura muscolare. Il processo è stato aggiornato all'ottobre del 2021 per l'udienza in cui cominceranno a sfilare i testi.

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