Insulta, perseguita e non versa gli alimenti all'ex moglie, 60enne a processo

L'uomo avrebbe perfino telefonato alla preside della scuola in cui lavora la donna per metterla in cattiva luce: «Come si comporta? Perché guardate che ultimamente fa e dice cose strane. Non sta bene»

Telefonate di insulti, a lei e ai suoi parenti, appostamenti, persino telefonate insistenti alla preside della scuola dove la donna lavorava per parlare male di lei. Sullo sfondo una separazione conflittuale e il fatto che l'uomo, dopo la fine del matrimonio, non avrebbe mai versato nulla per il mantenimento dei figli.

Per questi fatti il gip Angelo Mascolo ha rinviato a giudizio un 60enne di Preganziol, che a ottobre finirà alla sbarra nel processo a suo carico in cui dovrà difendersi dalle accuse d stalking e mancato versamento dell'assegno di mantenimento. A denunciarlo è stata la ex moglie (che si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Martina Pincirolli) esasperata da quello che sarebbe stato il comportamento dell'uomo. Tra i due le scintille post-matrimoniali erano state accese dal fatto che il 60enne non avrebbe mai dato nulla dei 700 euro che avrebbe invece dovuto versare per i due figli. I battibecchi con la donna sarebbero quindi sfociati, tra gennaio e febbraio del 2017, in una serie di atti persecutori: le avrebbe telefonato più volte anche nel cuore della notte minacciandola e avrebbe contatto anche gli anziani genitori e la sorella della presunta vittima offendendoli.

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Inoltre, secondo quanto appurato dalle indagini, l'uomo avrebbe telefonato più volte alla scuola dove lavora la ex. «Come si comporta? Perché guardate che ultimamente fa e dice cose strane. Non sta bene»: avrebbe detto alla preside. Tanto che la donna era stata costretta a giustificarsi con la dirigente scolastica, spiegando che non aveva nessun problema e che semmai era vittima dello stalking del 60enne, che l'avrebbe anche modificare il tragitto che percorreva ogni giorni per andare al lavoro e a cambiare più volte il numero di telefono.

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