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La Diocesi "censura" la Preghiera dell'Alpino, scoppia la bufera

Il caso a Passo San Boldo. Salvini: "Sono sempre più sconcertato da certi vescovi". La proposta era di modificare una frase del testo

TREVISO La Diocesi censura la Preghiera dell’Alpino e scoppia la polemica. Quella richiesta di modificare il testo di una preghiera scritta ottanta anni fa non è proprio andata giù alla sezione locale dell’Ana (Associazione Nazionale Alpini), che domenica stava celebrando una cerimonia in occasione della Festa dell’Assunta a Passo San Boldo, tra la Marca e il Bellunese.

La Diocesi di Vittorio Veneto avrebbe proposto di modificare l’espressione “rendi forte le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana”. Un chiaro riferimento alle polemiche delle ultime settimane sull’accoglienza degli stranieri nel nostro territorio.

Le penne nere hanno così deciso di riunirsi fuori dalla chiesetta sul Passo San Boldo e leggere quel testo che il sacerdote non ha letto durante la messa. Il presidente della sezione locale dell’Ana, Angelo Biz, ha preferito non sollevare polemiche. Ma il caso ha già fatto il giro del Paese, tanto che anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini si è espresso sulla questione: “Vietata la preghiera dell’alpino a messa, pazzesco – ha scritto Salvini su Facebook -. Le penne nere, giustamente, hanno protestato. Sono sempre più sconcertato da «certi vescovi». W gli alpini”. 

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