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Il riconoscimento Donna Medicina a Nadia Battajon del Ca' Foncello

Presso il reparto di Patologia Neonatale vengono ricoverati circa 400 bambini ogni anno, ha spiegato la dottoressa Nadia Battajon

TREVISO - L’edizione 2014 del Premio Donna di Medicina premia l’impegno della Neonatologia  dell’Ospedale Ca’ Foncello. E’ stato assegnato, infatti, alla dottoressa Nadia Battajon,  responsabile dell’Ambulatorio Follw Up Neonatale dell’azienda sanitaria trevigiana. Il premio, riconoscimento dell’Associazione Italiana Donne Medico giunto all’ottava edizione, ideato dalla presidente emerita dr.ssa Sara Tabbone, verrà conferito il prossimo 27 settembre alle 20.30 al Teatro Eden. Sarà preceduto il 26 settembre dalla Celebrazione scientifica sul tema “Bambini nati pretermine quale futuro?” che si terrà alle 14.30 presso la Sala Convegni dell’Ospedale  Ca’ Foncello.

L’Ambulatorio Follow Up neonatale è attivo presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ulss 9 ma serve un bacino territoriale ben più ampio, svolgendo un servizio di eccellenza. All’Ospedale Ca’ Foncello, infatti, afferiscono le gravidanze a rischio ed i bambini nati pretermine da tutta la provincia di Treviso, da quella di Belluno e da parte dal territorio veneziano. “Presso il reparto di Patologia Neonatale vengono ricoverati circa 400 bambini ogni anno – spiega la dottoressa Battajon - . Di questi circa un quarto è nato pretermine, ossia di età gestazionale inferiore a 30 settimane e/o di peso neonatale inferiore a 1500 grammi. L’ambulatorio del follow up neonatale segue i bambini di peso neonatale inferiore ai 1500 grammi sino ai 3 anni di vita. Insieme alle loro famiglie,  sono supportati nelle varie difficoltà che possono insorgere nei primi anni. Gli  studi scientifici confermano come negli ultimi anni è aumentata la sopravvivenza e si sono ridotte sensibilmente le patologie più gravi”.

L’Ambulatorio Follow Up neonatale è il riferimento per tutte le sinergie che - operando anche nelle strutture sanitarie territoriali con figure professionali, dal neuropsichiatra allo psicologo, dal logopedista al neuro psicomotricista – consentono un invio specifico dei bambini e una presa in carico precoce e più adeguata. “Dal 2007 al 2012  sono stati seguiti 216 bambini di età gestazionale inferiore a 29 settimane e di peso neonatale più basso dei 1500 grammi – sottolinea la dottoressa Battajon -. Ai due anni di età la disabilità grave è risultata essere intorno al 5%, con un picco superiore nei bambini di età gestazionale sotto le 24 settimane; la percentuale di disabilità lieve, invece, rimane più sensibile intono al 40%. Più recentemente  sono stati rivalutati 26 bambini di 4 anni di età che ai due anni non presentavano particolari problematiche; circa la metà hanno richiesto la collaborazione dei Distretti per essere sostenuti nella cura di alcune problematiche che riguardano principalmente la sfera comunicativa e l’aspetto socio emozionale. Per questo motivo si è reso necessario avviare un progetto di collaborazione fra Ospedale e territorio per permettere una adeguata presa in carico del bambino e della sua famiglia, riducendo il più possibile le problematiche che, se affrontate in tempo utile, possono essere superate evitando situazioni difficili a livello personale e familiare oltre che scolastico”.

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