"Siamo volontari, non assassini": marcia delle Pro Loco a Venezia con il governatore Zaia

Manifestazione martedì e consegna di 10mila firme per chiedere una legge che tuteli il volontariato. Il presidente: "Il Veneto non sarebbe lo stesso senza la vostra opera"

Circa 500 persone tra le calli di Venezia insieme al presidente del Veneto, Luca Zaia, per ribadire che i volontari delle Pro Loco "non sono assassini". E un appello accorato affinché il disastro di Refrontolo non diventi motivo di una caccia alle streghe. Perché in seguito alla tragedia del Molinetto della Croda dell'agosto 2014 (in cui morirono quattro persone) sulle spalle della Pro Loco grava una causa di 2,5 milioni di euro e per il presidente Valter Scapol, accusato di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, c'è una richiesta di rinvio a giudizio.

In campo San Tomà martedì mattina c'erano i rappresentanti dei migliaia che hanno sottoscritto il manifesto solidale e di buon senso: un documento che in questi mesi ha fatto il giro di tutti gli eventi promossi dal circuito Pro Loco. Al termine del corteo, partito dalla stazione Santa Lucia, il "malloppo" di 10mila firme è stato consegnato a Zaia, che si è reso disponibile a fare da tramite per portare le istanze dei volontari al Governo.

"Non è un problema che riguarda solo Refronotolo - ha detto Antonino La Spina, presidente dell'Unpli - Ma una questione nazionale che riguarda tutto il volontariato. Siamo in prima linea costantemente, sempre partecipi in tutte le iniziative dei territori. Curiamo con passione la promozione e la valorizzazione del nostro Paese. Quando succede qualcosa del genere siamo tutti coinvolti. Vogliamo che il nostro operato sia tutelato: non possiamo trasformarci in assassini o imputati per attività che facciamo con il cuore. Se necessario ci mobiliteremo tutti per andaree a Roma e supportare eventuali iniziative".

Il governatore ha ricordato: "Il Veneto di oggi non sarebbe lo stesso senza l’opera dei volontari. Siamo con il comitato regionale Unpli Veneto: chiediamo una legge ad hoc che regoli gli eventi organizzati dai volontari e che li tuteli in caso di calamità naturali. I volontari hanno la nostra solidarietà e anche la nostra riconoscenza per ciò che fanno. Daremo il nostro aiuto alla loro difesa legale. Siamo davanti a una tragedia, ma è vero anche che, in quell'area, da decenni si fa la stessa sagra e non è mai successo nulla. Si è trattato di una congiuntura astrale negativa. Abbiamo deciso di dare pieno sostegno alla difesa legale perché si tratta di una pietra miliare dal punto di vista giurisprudenziale, perché se passa questo principio di responsabilità un gran numero di volontari resterà a casa invece di promuovere la propria comunità".

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Alla manifestazione di martedì sono stati convocati volontari, sindaci e cittadini solidali. "Abbiamo avviato una raccolta firme a sostegno della Pro Loco di Refrontolo, ma anche di tutti i volontari, per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto è successo alla stessa realtà trevigiana dopo la tragedia del 2 agosto 2014 - spiega Giovanni Follador, presidente Unpli Veneto - Serve una legge ad hoc che tuteli il volontariato. È assurdo che oggi in Italia valgono le stesse regole tanto per l’organizzazione della sagra del paese che per il concerto di Vasco Rossi".

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