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Cronaca Povegliano

Processo Barzan, l'accusa chiede la condanna a 11 anni

Questa la richiesta del pubblico ministero Daniela Brunetti nel processo al 24enne di Quinto, accusato di aver causato apposta l'incidente del 7 giugno 2019 in cui perse la vita la 62enne Giuseppina Lo Brutto

Il pubblico ministero Daniela Brunetti ha chiesto undici anni di reclusione per Christian Barzan, il 24enne di Quinto accusato dell' omicidio volontario di Giuseppina Lo Brutto, 62 anni, e del tentato omicidio del marito di lei, Flavio Cagnato, e dell'ex fidanzata Giorgia Biglieri, nei cui confronti Barzan chiamato a rispondere anche dei reati di stalking e violenza sessuale. Il pm, nella sua requisitoria, ha chiesto la condanna del ragazzo, che il 7 giugno del 2019 avrebbe causato apposta il frontale contro la vettura con alla guida la Lo Brutto, per tutti i capi di imputazione ma non per la violenza sessuale, per la quale ha invece invocato l'assoluzione con la formula dubitativa. L'ammontare della pena è già al netto dello sconto di un terzo, come previsto dal rito abbreviato.

La giornata, che doveva coincidere con la sentenza, è iniziata alle 9 e si è conclusa solo in serata. Ed è stata all'insegna del confronto fra il sostituto procuratore e le parti civili (rappresentate dagli avvocati Rosa Parenti e Laura Mattucci) da una parte e la difesa (affidata all'avvocato Fabio Crea) dall'altra. Uno scontro che verteva soprattutto sull'interminabile lista di messaggi, prodotta dalle parti civili, che Giorgia Biglieri e Christian Barazan si sono scambiati tra il 2015 e il 2019.

Secondo l'accusa, la sera del 7 giugno 2019, dopo aver costretto l'ex fidanzata a subire un rapporto sessuale non voluto, mentre percorreva la strada che collega Povegliano a Santandrà, Barzan ad un certo punto sterzò il volante della sua Alfa Mito, schiantandosi volontariamente contro la Toyota Yaris che proveniva dalla corsia opposta, dove viaggiava la coppia di pensionati, cercando così di uccidersi assieme alla sua ex che lo voleva lasciare. La perizia cinematica disposta dalla Procura sosterrà, al contrario, che l'angolo di impatto tra le due auto non sarebbe la prova della volontarietà del gesto ma il risultato della guida imprudente di Christian, che in quei momenti concitati stava litigando animatamente con la Biglieri. Il gup Piera De Stefani ha rinviato al 6 ottobre, per le repliche conclusive e la sentenza.

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