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Soldi spariti dall'ex Ulss 9: per la Corte dei Conti fu colpa della sicurezza informatica

I "furti" di Loredana Balzan, effettuati ininterrottamente ai danni dell'azienda sanitaria dal '99 al 2007, non furono dovuti da omissione nelle attività di controllo

I "furti" di Loredana Balzan furono favoriti dal deficit di sicurezza informatica e non da omissione nelle attività di controllo. Per questa ragione sono stati tutti assolti, in secondo grado dalla Corte dei Conti, i quattro dirigenti o ex dirigenti dell'allora Usl 9 di Treviso ritenuti responsabili in primo grado, "in via sussidiaria" e per "colpa grave" dei soldi sottratti ininterrottamente all'azienda sanitaria dal '99 al 2007 dalla dipendente autrice dolosa della truffa rispetto alla quale però la magistratura contabile aveva stabilito che toccasse ai dirigenti individuati dalla Procura coprire quanto, in termini di risarcimento del danno, non potesse essere saldato dalla donna, condannata in secondo grado a sette anni di reclusione e 800 mila euro.

I manager, sosteneva l'accusa che aveva scritto la sentenza di primo grado, erano colpevoli per omesso controllo, ritenuto una "colpa grave". Ma Mario Po', 61enne di Motta di Livenza, all'epoca al Servizio convenzioni e S.E.F. e oggi uomo di spicco del management dell'Usl 12, e ora chiamato a risarcire l'Usl per 544.716 euro, Maria Francesca Orlando di San Donà di Piave, 58 anni e all'epoca al Servizio convenzioni, chiamata a risarcire 877.545 euro, Roberto De Nes, 58 anni di Belluno (Servizio convenzioni), chiamato a rispondere di 1.690.807 euro e Luca Del Ninno, trevigiano di 47 anni (S.E.F.), chiamato a rispondere di 1.186.702 euro, escono così dal procedimento con una sentenza di appello di piena innocenza.

Per la Seconda Giurisdizione centrale d'Appello della Corte dei Conti, che ha depositato venerdì la sentenza, il punto centrale sarebbero le falle del sistema informatico. "Il danno erariale - si legge nella sentenza della Corte dei Conti - è stato prevalentemente se non esclusivamente favorito dal deficit di sicurezza del sistema informatico dedicato alla gestione delle liquidazioni dei medici convenzionati e non per una colpa di chi avrebbe dovuto, almeno teoricamente, vigilare sulla dipendente infedele". La conclusione è che vi fosse, sempre in merito alla responsabilità dei quattro dirigenti finiti a giudizio, "una sostanziale impossibilità di mettere in atto un controllo di tipo ordinario mancando nel sistema un software di tracciamento" che fosse efficace. Sarebbe piuttosto servita una attività di tipo "ispettivo o investigativo attraverso l'analisi dei tabulati generati dal sistema informativo e non alterati".

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