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Benzina contro la figlia, il padre: «Non volevo diventasse una poco di buono»

Il 48enne marocchino, accusato di aver tentato di dare fuoco alla figlia ad Arcade, si è difeso davanti al Gip di Treviso, Angelo Mascolo. Il legale ne chiederà la scarcerazione

«Non sono un  estremista religioso ma un padre arrabbiato e preoccupato per il comportamento di mia figlia». Si difende così il 48enne marocchino, da decenni residente nel Trevigiano, finito in prigione dopo che nei suoi confronti il Gip di Treviso, Angelo Mascolo ha emesso una ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L'uomo, indagato per maltrattamenti familiari, è accusato di aver tentato di dare fuoco alla figlia, che ha appena compiuto 17 anni, con una tanica di benzina. «Non vuole che io vesta alla occidentale e che frequenti amici maschi» è l'accusa della ragazza. «Io ho il terrore che mia figlia stia diventando una poco di buono, voglio che non si butti via e che vada bene a scuola. Non c'entra nulla con la religione» replica lui, già finito tre volte a processo per guida in stato d'ebrezza. «Non ho mai preso in mano la tanica di benzina di cui parla la ragazza - spiega il 50enne marocchino - mi sono alterato con mia figlia dopo aver trovato nel suo telefono delle immagini che mi hanno scioccato: foto e video di lei nuda che venivano mandate agli amici. Qualcuno mi ha detto che mia figlia ha una vita sessuale promiscua e che consuma droghe. Quando l'ho saputo mi sono sentito male per la preoccupazione e ho reagito arrabbiandomi con lei. ma non ho mai tentato di farle del male».

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