rotate-mobile
Venerdì, 12 Aprile 2024
Cronaca Nervesa della Battaglia

Processo per Ca' della Robinia, il reato di truffa aggravata è andato in prescrizione

Il capo di imputazione, che riguardava tre imputati, è stato prescritto nel 2021. Restano la corruzione e i reati di bancarotta. Il 26 giugno prossimo la discussione finale

Avrebbero costruito una "finta" cooperativa per ottenere a tempo di record un finanziamento per un progetto sociale che già sulla carta non stava in piedi. Perché l’unico vero obiettivo di Remo Sernagiotto, l'ex assessore al sociale (di Forza Italia) deceduto ma, come chiesto dal difensore, l'avvocato Fabio Crea, rimasto a processo, e di Mario Modolo (allora  dirigente dei servizi sociali, difeso dall’avvocato Cristiana Cagnin) sarebbe stato sistemare l’amico Giancarlo Baldissin (difeso dall’avvocato Massimo Benozzati), ex proprietario della discoteca "Disco Palace" di Nervesa della Battaglia, facendogli vendere, nel 2012, l'immobile a un prezzo molto più alto di quello di mercato. Grazie proprio a quella coop, nella quale all’inizio entrç come presidente lo stesso Baldissin. Sarebbero loro, secondo la Procura, gli ideatori dell’operazione che sarebbe sfociata nell'erogazione di circa 3 milioni e mezzo di euro in finanziamenti regionali mentre la società, che avrebbe dovuto occuparsi di una fattria sociale e invece venne trasformata in una birreria, finiva in fallimento.

Nell'udienza di oggi, 21 febbraio, è stata di fatto dichiarata la prescrizione del reato di truffa aggravata, che riguardava, insieme alla corruzione, Modolo, Baldissin e  Sernagiotto. Alla sbarra, sempre per truffa, c'é anche il consulente finanziario Egidio Costa, oltre all’ex consigliere della cooperativa Pierino Rebellato, su cui gravano cinque capi d’accusa per bancarotta. Sempre oggi è stato ascoltato un consulente della difesa di Modolo il quale ha riscontrato le accuse formulate dal pubblico ministero Gabriella Cama secondo cui Ca' della Robinia non era una struttura che potesse essere accreditata per le attività di fattoria sociale. Il teste, con una lunga eperienza come professore universitario di politiche sociali,  ha però ricordato che non è la cooperativa a dover essere accreditata ma l'attività che svolge. Il punto è che il regolamento regionale che disciplina le attività di "fattoria sociale" sono soltanto del 2016 e prima quindi non esistevano e l'accreditamento avveniva in via generale.

Dal procedimento, che il 26 giugno prossimo vivrà la giornata dedicata alle discussioni di accusa, parte civile e difese, sono usciti - grazie ad un patteggiamento - la presidente della cooperativa Bruna Milanese (per lei è stata applicata una pena di 2 anni e 4 mesi) e i figli Stefano e Selene Bailo (1 anno e 8 mesi e 2 anni) e l'ex consigliere Roberto Ferro (1 anno e 6 mesi). 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Processo per Ca' della Robinia, il reato di truffa aggravata è andato in prescrizione

TrevisoToday è in caricamento