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Remo Senagiotto è a processo per truffa e corruzione

Remo Senagiotto è a processo per truffa e corruzione

Processo per Ca' della Robinia: «Non c'era nulla del progetto originale»

Nicola Morissi, al tempo ufficiale delle Fiamme Gialle a Treviso, ha spiegato in aula: «Quando sono scattati i controlli l'immobile dell'ex Disco Palace era in condizioni fatiscenti». Alla sbarra anche l'ex europarlamentare trevigiano Remo Sernagiotto

«Quando siamo arrivati lì di quello che c'era nel progetto originale non era stato fatto nulla». Lo ha detto un finanziere nel corso dell'udienza di oggi, martedì 6 ottoobre, del processo per lo scandalo di Ca' della Robinia che vede sul banco degli accusati l'ex eurodeputato ed ex assessore del Veneto Remo Sernagiotto, l'ex dirigente dei servizi sociali della Regione Mario Modolo, l'ex proprietario del Disco Palace Giancarlo Baldassin, il consulente finanziario Egidio Costa e il consigliere della cooperativa Pierino Rebellato. Per Sernagiotto, Modolo e Baldassin l'accusa è di truffa e corruzione. Nei confronti di Baldassin viene ipotizzata anche la bancarotta, Costa è accusato di truffa.

La vicenda che vede coinvolto Sernagiotto è quella relativa al finanziamento da 3 milioni e mezzo di euro di un progetto che doveva far sorgere una fattoria didattica per persone disabili nell'area dell'ex Disco Palace di Nervesa. Ma invece quello che venne realizzato fu una birreria. Per l'accusa Sernagiotto (difeso dall'avvocato Fabio Crea) sarebbe sceso in campo personalmente per risolvere i problemi finanziari di Giancarlo Baldissin (assistito dall'avvocato Massimo Benozzati) ovvero il proprietario della discoteca e socio in affari dell’ex assessore regionale al sociale. Baldassin avrebbe quindi corrotto con 60 mila euro Sernagiotto e Modolo, una sorta di "percentuale" versata per aver fatto sì che che Ca' della Robinia, pur non essendo una vera cooperativa sociale, ottenesse un finanziamento da oltre tre milioni di euro per l’istituzione del fondo di rotazione dei finanziamenti per progetti sociali da estendere anche al sostegno per l’acquisto di immobili. 

Nicola Morissi, al tempo ufficiale della Guardia di Finanza a Treviso, ha spiegato che le Fiamme Gialle avevano "attenzionato" Ca' della Robinia come uno dei percettori anomali di finanziamenti regionali. Nel corso della sua deposizione l'ufficiale ha specificato che nel marzo del 2015 fu deciso un controllo amministrativo «dopo che - ha detto - Ca' della Robinia aveva venduto un ramo della propria attività, quello della birreria, ad una società terza. Durante il sopralluogo non trovammo nulla di quello che era scritto nel progetto inoltrato alla Regione e l'immobile dell'ex Disco Palace era in condizioni fatiscenti».

L'udienza era iniziata con la deposizione di Diego Bottacin, l'ex sindaco di Mogliano al tempo dei fatti membro del Consiglio Regionale, che ha avuto un vivace scambio con la difesa di Sernagiotto, che ha insistito sul fatto che l'articolo 8 della legge di Bilancio del 2011, che introduceva il Fondo di rotazione di cui beneficiò anche Ca' della Robinia, fosse stato approvato dalla V Commissione regionale (quella su Sociale e Assistenza). «Non si può dire che tutto è stato fatto alla spalle degli organi regionali - ha detto l'avvocato Crea - c'è un voto che chiaramente indica le linee generali. Non è stata una iniziativa di Sernagiotto, che di quella Commissione non faceva neppure parte».

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