Un dottore incastra la Petrillo: « Assenza di anticorpi? Non è stato un errore»

A parlare è stata Anna Fabbro, all'epoca responsabile del servizio vaccinazioni dell'Asuiud di Udine. Nel processo a suo carico l'ex assistente sanitaria deve rispondere di non aver somministrato le vaccinazioni a migliaia di pazienti, per lo più bambini

Emanuela Petrillo

«Non è possibile che l'assenza di anticorpi sia dovuto ad un errore nelle iniezioni». A parlare è Anna Fabbro, all'epoca responsabile del servizio vaccinazioni dell'Asuiud di Udine che ieri ha deposto nel corso del processo a Emanuela Petrillo, l'ex assistente sanitaria della Uls di Treviso accusata di non aver somministrato le vaccinazioni a circa 8 mila pazienti, per lo più bambini, nel periodo tra il 2009 e il 2016 durante il suo servizio nelle Asl di Udine, Codroipo e in appunto in quella trevigiana. La 35enne di Spresiano, difesa dall'avvocato Paolo Salandin (il legale della Uls 2, costituitasi parte civile è Fabio Crea) deve rispondere di peculato, omissione in atti d'ufficio e falsità ideologica nella redazione di certificati clinici.

«Emanuela Petrillo era brava - ha detto la dottoressa Fabbro, confermando quanto già dichiarato nel corso delle sua audizione durante le indagini preliminari - era considerata da tutti una dipendente modello non solo per i titoli che aveva ma soprattutto per come si poneva, per la maniera che aveva di comportarsi». Entrando nella materia tecnica la Fabbro ha però confermato quello che già si sapeva o che quantomeno in molti sospettano: è improbabile che la 35enne abbia effettivamente effettuato le vaccinazioni.

«Nel sangue dei pazienti presi in esame - ha spiegato - l'assenza di anticorpi legati all'effetto del vaccino è praticamente totale. Ora si pone la questione che i soggetti sottoposti a profilassi dalla Petrillo possano, per errori nell'esecuzione delle iniezioni, non essere stati immunizzati, magari per problemi alle siringhe. La risposta deve essere necessariamente negativa; una risposta immunitaria, magari debole, si sarebbe dovuta vedere.In buona sostanza una parte del vaccino dovrebbe essere entrata nel sangue e sarebbe stata rilevata».

Invece non c'era nulla. Quindi la Petrillo non ha affatto vaccinato i pazienti? «Non esiste una valida ragione per cui non avrebbe dovuto farlo» replica il difensore, l'avvocato Salandin, che aggiunge: "La Petrillo si è sempre detta favorevole ai vaccini".
L'udienza è stata rinviata al 15 dicembre prossimo per sentire altri testi dell'accusa.

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