Ruba oltre 2500 euro a un disabile: ottiene la libertà vigilata

Stefano Panza, 45enne di Montebelluna finito a processo con l'accusa di circonvenzione di incapace, se l'è cavata con 8 mesi di libertà vigilata per la truffa ai danni di un collega

L'accusa aveva chiesto 2 anni di reclusione ma Stefano Panza, 45enne di Montebelluna finito a processo con l'accusa di circonvenzione di incapace, se l'è cavata con una condanna a 4 mesi, convertita in 8 mesi di libertà vigilata grazie alla riqualificazione del reato nella meno grave fattispecie di truffa.

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L'uomo era accusato di essersi fatto dare denaro da un 44enne affetto da una grave forma di disabilità mentale; ma, e questo è stato un punto centrale dell'arringa della difesa, anche lui ha problemi di natura psichiatrica che lo hanno portato più volte ad essere ospite di una comunità a Vandobbiadene a causa di un serio deficit cognitivo con conseguente invalidità per patologia psichiatrica pari all'85%. Le indagini della Procura di Treviso erano state avviate a fine 2014 a seguito della denuncia dei familiari secondo cui Panza avrebbe letteralmente svuotato il conto corrente del 44enne. I due si erano conosciuti presso la cooperativa Solaris di Montebelluna durante un periodo di lavoro. Sarebbe stata la passione del 44enne per i gadgets sportivi e le magliette delle squadre di calcio proprio questa passione a rappresentare, per l'accusa, la scusa attraverso cui Panza era riuscito a conquistarsi la fiducia, promettendo di acquistare per suo conto quel materiale sportivo a prezzi di favore. E così per oltre due anni, a colpi di piccole cifre alla volta, si era fatto dare oltre 2 mila e 500 euro senza però consegnare al 44enne nulla di quello che era stato promesso. Altri duemila euro circa era invece riuscito a farseli dare sotto forma di prestito per aiutare, aveva raccontato, la madre disabile ad acquistare medicinali e apparecchi ortopedici. «Ma di questa cosa - aveva minacciato Panza - non devi dire niente a nessuno o sono guai». All'ultimo appuntamento per farsi dare soldi il 44enne si è però presentato con i carabinieri, che avevano anche fotocopiato le banconote. E dopo il "pagamento" è scattato l'arresto in flagranza di reato.

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