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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca Montebelluna

Ruba oltre 2500 euro a un disabile: ottiene la libertà vigilata

Stefano Panza, 45enne di Montebelluna finito a processo con l'accusa di circonvenzione di incapace, se l'è cavata con 8 mesi di libertà vigilata per la truffa ai danni di un collega

L'accusa aveva chiesto 2 anni di reclusione ma Stefano Panza, 45enne di Montebelluna finito a processo con l'accusa di circonvenzione di incapace, se l'è cavata con una condanna a 4 mesi, convertita in 8 mesi di libertà vigilata grazie alla riqualificazione del reato nella meno grave fattispecie di truffa.

L'uomo era accusato di essersi fatto dare denaro da un 44enne affetto da una grave forma di disabilità mentale; ma, e questo è stato un punto centrale dell'arringa della difesa, anche lui ha problemi di natura psichiatrica che lo hanno portato più volte ad essere ospite di una comunità a Vandobbiadene a causa di un serio deficit cognitivo con conseguente invalidità per patologia psichiatrica pari all'85%. Le indagini della Procura di Treviso erano state avviate a fine 2014 a seguito della denuncia dei familiari secondo cui Panza avrebbe letteralmente svuotato il conto corrente del 44enne. I due si erano conosciuti presso la cooperativa Solaris di Montebelluna durante un periodo di lavoro. Sarebbe stata la passione del 44enne per i gadgets sportivi e le magliette delle squadre di calcio proprio questa passione a rappresentare, per l'accusa, la scusa attraverso cui Panza era riuscito a conquistarsi la fiducia, promettendo di acquistare per suo conto quel materiale sportivo a prezzi di favore. E così per oltre due anni, a colpi di piccole cifre alla volta, si era fatto dare oltre 2 mila e 500 euro senza però consegnare al 44enne nulla di quello che era stato promesso. Altri duemila euro circa era invece riuscito a farseli dare sotto forma di prestito per aiutare, aveva raccontato, la madre disabile ad acquistare medicinali e apparecchi ortopedici. «Ma di questa cosa - aveva minacciato Panza - non devi dire niente a nessuno o sono guai». All'ultimo appuntamento per farsi dare soldi il 44enne si è però presentato con i carabinieri, che avevano anche fotocopiato le banconote. E dopo il "pagamento" è scattato l'arresto in flagranza di reato.

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