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Prodotti "made in Italy" acquistati in Cina: assolto in aula il "re dei lampadari"

Renato Fabbian,66enne di Resana, era accusato di commercio di prodotti industriali con segni mendaci: già archiviato una volta, la sua attività non ha commesso alcun illecito

CASTELFRANCO VENETO Assolto per improcedibilità dell'azione penale dall'accusa di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. E' la sentenza emessa dal giudice Piera De Stefani nei confronti di Renato Fabbian, l'imprenditore 66enne di Resana considerato il re dei lampadari, che ha accolto l'eccezione sollevata dalla difesa dell'uomo, rappresentata dall'avvocato Simone Guglielmin. Fabbian, finito al centro di un'inchiesta perché avrebbe apposto il marchio “made in Italy” su prodotti da lui commercializzati ma acquistati in Cina, aveva rimediato un'archiviazione in quanto la principale produzione della sua azienda, com'è sempre stato, era di fatto a Castelfranco Veneto. Quindi non c'è stata alcuna frode ma al massimo un'erronea indicazione dei codici. Nel frattempo però la Procura aveva aperto un'altra inchiesta, per gli stessi fatti, in seguito a una segnalazione. In questo caso però era stato deciso di esercitare l'azione penale, rilevando profili di responsabilità. L'avvocato Guglielmin ha così sollevato l'eccezione riguardo la violazione dell'articolo 414 del codice di procedura penale che prevede la richiesta di autorizzazione al gip nel caso di volontà di riaprire un'indagine. Autorizzazione che non è stata richiesta per cui il giudice ha disposto l'assoluzione per improcedibilità.

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