Cronaca

Ambulante illegale a Castelfranco: sequestrati 137mila prodotti nocivi

L'uomo teneva sulla propria bancarella del mercato una serie di articoli non rispettanti le norme europee e per questo è stato sanzionato

Alcuni dei prodotti sequestrati

CASTELFRANCO VENETO - Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Treviso, nell’ambito delle attività al servizio della tutela del mercato dei beni e servizi, nei giorni scorsi hanno individuato nei pressi del mercato di Castelfranco Veneto un uomo che commercializzava prodotti non sicuri per la salute. Il servizio si inserisce nell’azione svolta dal Corpo mediante il continuo monitoraggio dei mercati settimanali, luoghi in cui è più semplice mettere in vendita prodotti la cui provenienza non è sempre immediatamente determinabile.

È in tale contesto che i militari della Tenenza di Castelfranco Veneto hanno controllato un ambulante che sulla propria bancarella aveva posto in vendita 137.000 articoli, tra i quali erano presenti minuteria per assemblare monili di bigiotteria, prodotti per la casa, per la persona e occhiali tutti privi delle indicazioni minime, in lingua italiana, previste dal Codice del Consumo. Infatti i prodotti o le confezioni dei prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, hanno l'obbligo di riportare, chiaramente visibili e leggibili, almeno le indicazioni relative alla tipologia di bene, al nome del produttore o dell’importatore, ed informazioni relative alla composizione oltre che le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d'uso utili per utilizzare il prodotto in sicurezza.

Gli articoli, considerati pericolosi in quanto non conformi agli standard di qualità dell’Unione Europea per quanto concerne i contenuti informativi per il consumatore, sono stati ritirati dal mercato e posti sotto sequestro amministrativo.  Il titolare della ditta, un trentenne di nazionalità indiana, è stato poi segnalato alla locale Camera di Commercio per l'irrogazione delle previste sanzioni amministrative pecuniarie che possono arrivare fino a 26.000 €. Sono tutt’ora in corso ulteriori accertamenti al fine di ricostruire la filiera di distribuzione della merce e intervenire presso l’importatore nazionale.