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Immigrazione: nella Marca i profughi negli appartamenti sfitti

La soluzione è in fase di sperimentazione con l'aiuto delle comunità immigrate, ma secondo alcuni adottarla potrebbe rendere l'accoglienza più semplice

TREVISO Una soluzione per ospitare i profughi? Le centinaia di appartamenti sfitti. Questa la ricetta, già sperimentata a Treviso e Padova. Si tratta di una formula che prevede di collocare i migranti in appartamenti sfitti affidati a mediatori culturali e cooperative sociali. A Treviso da alcune settimane sette profughi sarebbero seguiti da un’operatrice senegalese e da un mediatore italiano e la soluzione si sarebbe rivelata più semplice rispetto alla gestione di gruppi più grandi che andrebbero accolti in edifici altrettanto spaziosi.

D’altra parte, però, la politica conferma il proprio no all’arrivo di nuovi migranti. «Se ancora ve ne fosse stato bisogno, dopo che denunciamo questa situazione da mesi, gli arresti a Roma confermano il peggiore degli scenari: l’immigrazione dal Nordafrica è un business criminale, che ingrassa l’estremismo islamico su una sponda del Mediterraneo e la criminalità organizzata sull’altra. Se ancora ve ne fosse bisogno, il nostro no ad altri sbarchi e ad altre partenze è ancora più incrollabile» aveva detto il Governatore del Veneto, Luca Zaia, dopo la retata che aveva portato a 44 arresti a Roma pochi giorni fa. «Basta arrivi e basta partenze – aveva detto Zaia – e i bisognosi veri andiamo ad assisterli a casa loro, senza strane organizzazioni, senza coop nate dal nulla, senza faccendieri e delinquenti, ma con la forza delle Istituzioni internazionali». 

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