Cronaca

I profughi volontari per la manutenzione al Parco Papadopoli

Il progetto di inserimento di uno o due migranti è stato inviato al presidente del Ceis, don Gigetto De Bortoli. Ora si attendono i volontari

Un'immagine del Parco Papadopoli

VITTORIO VENETO Tra i firmatari della convenzione per l’impiego dei richiedenti asilo in attività di volontariato, voluta dal comune di Vittorio Veneto e sottoscritta anche dal Ceis titolare della struttura di via Marconi che oggi accoglie un centinaio di migranti, c’è anche l’associazione Insieme per Ceneda. Dal 1998 l’associazione si prende cura, come da convenzione con il comune, del parco di villa Papadopoli a Ceneda. Ed è in queste attività che uno o due profughi potranno essere impegnati nei prossimi mesi.

«Siglata la convenzione – spiega il presidente dell’associazione Mario Longo – abbiamo inviato al responsabile del Ceis, don Gigetto De Bortoli, il nostro progetto di inserimento di uno o due richiedenti asilo come volontari per la cura e la manutenzione di parco Papadopoli. La nostra proposta è tesa a dare un’opportunità ai migranti ospitati in città che, oltre ad impegnare il proprio tempo a fianco di altri volontari, ha anche l’obiettivo di favorire la socializzazione con persone e il sentirsi utili per la comunità che li accoglie».

Uno o due migranti saranno affiancati dalla decina di volontari di Insieme per Ceneda che ogni martedì mattina si ritrovano al parco per eseguire le manutenzioni del verde pubblico. Per loro semplici attività come riordino ghiaino, raccolta foglie, pulizia caditoie, attività che non prevedono l’utilizzo di attrezzature come motoseghe o taglia-siepi. Ai migranti saranno forniti tutti i dispositivi di protezione e sicurezza personale per eseguire le attività di giardinaggio, oltre a copertura assicurativa. Un tutor li affiancherà, insegnando loro anche attività prima sconosciute. A metà mattina per tutti un momento conviviale (previsti bevande e alimenti rispettosi della fede mussulmana), momento che favorirà l’integrazione e la socializzazione. Come da progetto l’accompagnamento al parco e il rientro alla struttura dovrà essere curato dal Ceis.«Chiaramente – sottolinea Longo – non è previsto alcun compenso perché i migranti saranno trattati al pari dei nostri volontari».

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