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Arrivati altri 40 profughi a Treviso, Manildo: "Aprire caserme attive"

Il sindaco di Treviso dopo i 70 arrivi in città negli ultimi due giorni chiede un intervento immediato del Prefetto per l'accoglienza

TREVISO "Siamo davanti a un’emergenza quotidiana che non può essere gestita cercando delle soluzioni di fortuna tutti i giorni. Abbiamo una città da gestire, una comunità a cui dare risposte, abbiamo tantissimo lavoro da fare e dobbiamo soprattutto pensare al bene dei nostri cittadini: non possiamo spendere ogni giorno ore al telefono”. Le parole del sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, di fronte ai continui nuovi arrivi di profughi a Treviso sono durissime.

Già mercoledì in città erano stati accolti trenta migranti. Giovedì mattina ne sono arrivati altri 40. In totale quelli giunti in Veneto giovedì mattina, secondo quanto riferito dalla Prefettura di Venezia, sono duecento. Altri 40 sono stati affidati alla provincia di Venezia. “Chiedo al Prefetto di individuare delle soluzioni organiche che, pur rispondendo alla logica dell’emergenza, non ci mettano nella condizione di dare risposte a singhiozzo. Mi riferisco all’ipotesi di accogliere queste persone in caserme attive, a Treviso per esempio la De Dominicis. L’accoglienza avverrebbe così in spazi sicuramente più adeguati e idonei, senza mettere in condizione di disagio nessuno – conclude il primo cittadino -. Non è accettabile continuare ad utilizzare spazi palesemente inadeguati, come la stazione, o pensare di lasciare queste persone nei giardini pubblici come accaduto a Padova". 

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