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Profughi a Treviso, le case di riposo dicono di no

Le Israa hanno revocato la loro disponibilità. La soluzione potrebbe essere quella delle cooperative sociali. E intanto i 40 esuli restano affidati alla parrocchia di Ponzano

TREVISO - Non saranno nemmeno le case di riposo a ospitare i 40 profughi giunti nella Marca trevigiana. Dopo l'iniziale apertura, il consiglio direttivo dell'Israa ha deciso di revocare la propria disponibilità.

Così come è stata scartata l'opzione ex casa di riposo Umberto I: oltre alla posizione dell'edificio, in centro e nei pressi del mercato settimanale, il cda dell'istituto ha affermato che non sussistono le condizioni igienico-sanitarie idonee a ospitare quaranta persone.

L'unica soluzione, al momento, sembra essere quella delle strutture gestite da cooperative sociali e associazioni. Dei 40 profughi, accolti provvisoriamente dalla parrocchia di Ponzano Veneto, solo 26 hanno trovato una collocazione precisa, mentre 14 restano ancora senza un alloggio.

Al problema logistico si aggiunge poi il lato organizzativo, ancora tutto da valutare: dal cibo alla gestione, non è ancora chiaro chi seguirà la permanenza dei quaranta esuli nella Marca oltre alla Caritas, che però si occuperà solo di una decina di persone.

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