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Profughi in Questura (Archivio)

Profughi in Questura (Archivio)

I migranti negli alloggi Unindustria, alla Caritas e in una cooperativa

Trovata una sistemazione per i profughi costretti a passare la notte in autobus. Michielan (Pd): "Intervenga la comunità internazionale"

TREVISO Dopo aver passato la prima notte a bordo del pullman sul quale sono giunti a Treviso e la seconda al centro culturale Hilal grazie alla disponibilità del presidente della comunità marocchina Abdallah Kerzraji, è stata trovata una sistemazione per 39 migranti sbarcati pochi giorni fa sulle coste della Sicilia. Per mancanza di spazi, infatti, erano stati costretti a trascorrere parecchie ore in autobus in attesa di essere accolti. Lo stesso sindaco di Treviso, di fronte all’emergenza, aveva detto di essersi “vergognato”.

Quanto accaduto, è stato definito dal segretario del Pd di Treviso Andrea Michielan “mortificante”. “Non accada mai più. Questa situazione rivela poco rispetto per tutti – tuona Michielan -, per gli sfortunati protagonisti e per la città. La Prefettura si attrezzi per gestire questi casi che abbiamo capito non essere più delle emergenze”.

Mercoledì mattina, nel corso di un vertice in Prefettura, sono stati individuati due spazi in cui troveranno accoglienza i 39 migranti. Venti di loro saranno collocati all’interno di alcuni appartamenti di proprietà di Unindustria Treviso, alloggi situati in varie zone della provincia di Treviso, mentre i restanti troveranno ospitalità all’interno di strutture Caritas e in una cooperativa sociali. Tre di loro, minorenni, saranno trasferiti nelle province di Padova e Venezia.

Nel frattempo il Prefetto di Venezia martedì pomeriggio aveva annunciato l’arrivo di una nuova ondata di migranti. “Il fenomeno migratorio – conclude Michielan – ha proporzioni gigantesche. A questo dovrà cercare di dare risposta la comunità internazionale. Nel nostro territorio cerchiamo di fare la nostra parte in modo ragionevole”. Forza Nuova chiede invece che vengano immediatamente allontanati da Treviso e da tutta la Marca. “Aggiungiamo una parola per istituzioni, questore e associazioni varie – dichiarano dal movimento –. Se al posto di giocare a scaricabarile su ogni problematica che vi si pone trovaste una soluzione semplice e a lungo termine, come quella di un blocco immediato dell'accoglienza di profughi, situazioni di questo genere mai verrebbero a verificarsi”.

Alla luce della situazione internazionale che sta coinvolgendo anche la provincia di Treviso, il presidente della Regione Luca Zaia ancora una volta si oppone alla scelta di distribuire i profughi in Veneto. “Mentre l’autorevole Daily Telegraph svela l’esistenza di documenti segreti jihadisti secondo i quali l’Isis ha una precisa strategia di utilizzo dei barconi di immigrati per portare un attacco e creare il caos nel sud Europa, e l’Ambasciatore egiziano a Londra parla apertamente di ‘rischio barconi terroristi in Italia’ da noi cosa si fa? – tuona Zaia -. Si spediscono a casaccio sui territori le migliaia di nuovi arrivi, tanto a casaccio che un Prefetto sincero fa sapere che i 39 immigrati giunti a Treviso nonostante il no del Sindaco sono stati rifocillati, visitati, portati alla stazione e ‘invitati a disperdersi’”. 

Proprio mercoledì è stato dato l’annuncio che entro sera altri 125 migranti giungeranno in Veneto. Di questi, 36 saranno ospitati in via temporanea nelle strutture della colonia Morosini del Lido di Venezia. Gli altri, invece, saranno distribuiti tra Treviso, Vicenza, Verona e Padova. “I territori non sono più in grado di reggere l’urto, come dimostrano i no dei sindaci – incalza Zaia -. Sarebbe anche ora che si smettesse di mettere sul banco degli imputati una regione come il Veneto, che già ospita in perfetta armonia più di 500 mila immigrati. In questo caos istituzionale c’è da avere paura – conclude il Governatore -. C’è una sola cosa da fare e subito: fermare le partenze sin dalla costa della Libia e sospendere Schengen, perché ingressi indesiderati e pericolosi possono avvenire anche da altre frontiere”.

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