Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Prostate Unit, attività in aumento all'Ulss 2 per combattere il tumore alla prostata

Il direttore generale Francesco Benazzi: "“Grazie al percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (PDTA) abbiamo la presa in carico globale di tutti i pazienti”

PIEVE DI SOLIGO Il tumore della prostata per la sua complessità rappresenta una patologia che necessita di un coinvolgimento diagnostico e terapeutico multidisciplinare: di qui la decisione del Distretto di Pieve di Soligo dell’Ulss 2 di avviare, già due anni fa, un “percorso dedicato all’uomo” con l’attivazione della Prostate Unit, nel cui ambito i pazienti vengano seguiti da un team multidisciplinare costituito da urologi, medici nucleari, oncologi, fisiatri, anatomopatologi, psicologi, radioterapisti, fisioterapisti.

“La creazione del team e l’attivazione di un percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (PDTA) dedicato – sottolinea il direttore generale, Francesco Benazzi – ci hanno permesso di attuare una presa in carico “globale” del paziente, migliorando così la qualità della cura e dell’assistenza. I vantaggi della presa in carico globale sono numerosi per il paziente: si va dalla riduzione dei tempi di attesa a una maggiore facilità nel completare l’intero iter diagnostico-terapeutico. Una volta eseguita la visita iniziale sono gli operatori, infatti, a farsi carico di tutte le incombenze relative a prenotazioni, programmazione dei percorsi e degli eventuali ricoveri. Questa soluzione offre al paziente le migliori opportunità di ricevere le cure più appropriate e trattamenti di eccellenza. Inoltre, la collaborazione di diverse figure cliniche nella gestione della patologia diventa funzionale alla prevenzione e soluzione delle principali complicanze che potrebbero verificarsi, siano esse fisiche, emotive o psicologiche”.

Nel percorso dedicato vengono inseriti, oltre ai pazienti cui viene diagnosticato un tumore della prostata anche le persone con caratteristiche familiari o riscontri istologici tali da rendere consigliabile un monitoraggio periodico.

I DATI Il numero dei pazienti seguiti per sospetto tumore della prostata è progressivamente aumentato: dai 326 pazienti sottoposti a biopsia per un sospetto di neoplasia nel corso del 2015 si è passati ai 416 pazienti del 2016. Un terzo dei pazienti è stato trattato con una chirurgia laparoscopica avanzata, mininvasiva 3D.

Nel 2016 i pazienti inseriti nel percorso dedicato (a seguito di biopsia positiva) sono stati 233 con un’età media di circa 70 anni; non mancano in tale casistica pazienti al di sotto dei 50, “il che testimonia – spiega Salvatore Valerio, primario dell’Unità Operativa di Urologia - una progressiva tendenza a un coinvolgimento di una popolazione più giovane, a causa dei moderni stili di vita”. Nel 2016 sono stati eseguiti 60 interventi di prostatectomia radicale, oltre il 90% dei quali effettuati in videolaparoscopia con tecnica 3D. Ventisei, invece, i pazienti che si sono avvalsi del supporto psicologico, avviato dal mese di giugno, per un totale di 44 colloqui, di cui 18 individuali, 24 di coppia e 2 con la famiglia. Solo 3 pazienti hanno avuto necessità di un terzo colloquio di supporto.

“Gli importanti risultati raggiunti dalla Prostate Unit in questo primo periodo di attività – spiega Benazzi – testimoniano, oltre all’indubbia professionalità riconosciuta dai pazienti ai nostri specialisti, anche il progressivo sforzo fatto per migliorare costantemente, oltre che sul fronte della tecnologia e della clinica, anche su quello dell’umanizzazione e della personalizzazione delle cure”.

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